Rapinata tre volte, vuole armarsi La tabaccaia: «Sono perseguitata»

SAN FIOR. «Mi voglio armare per difendermi, perchè così mi sento più sicura». La tabaccaia Carla De Conti diventata protagonista della cronaca nazionale, a fianco di Francesco Sicignano, il pensionato di Vaprio d'Adda, che ha ucciso il ladro che stava tentando di entrare nella sua abitazione. L'edicolante di San Fior di Sotto è stata tra i protagonisti della puntata di lunedì sera su Rete 4 “Quinta colonna”, in cui si è affrontato il tema caldissimo di criminalità e autodifesa. Come aveva raccontato alla tribuna di Treviso, la tabaccaia ha ribadito il suo desiderio di ottenere giustizia e di tutelarsi. «Voglio fare il porto d'armi per sentirmi più sicura, la prossima volta sparo per difendermi», ha confermato Carla De Conti, rapinata per la terza volta, la seconda nella sua casa di Zoppè: «Sei tu ladro che sei venuto a casa mia e hai violato la mia proprietà. Io non solo violenta, lo faccio per difendermi».
Una troupe nei giorni scorsi ha girato le immagini tra San Fior di Sotto e Zoppè e lei lunedì sera era in diretta dallo studio di Roma. Ha ricevuto l'approvazione sulla sua scelta anche da parte di Francesco Sicignano, il pensionato che si trova indagato per omicidio volontario, perchè ha sparato ad un ladro in giardino e lo ha ucciso. «Fa bene, avere la pistola deve essere un diritto», ha detto il pensionato milanese, «non dobbiamo aspettare i politici che decidano, bisogna fare un referendum e a decidere devono essere i cittadini».
In collegamento c'era anche Federica Raccagni, la vedova del macellaio bresciano Pietro Raccagni, ucciso nel luglio 2014, da una banda che stava rubando la sua auto. «Mi hanno rovinato la vita per sempre e non gli è stato dato l'omicidio volontario, ma preterintenzionale», ha detto sconvolta la vedova. Il successivo dibattito politico, tra esponenti di diversi partiti nello studio di Rete 4, non è arrivato ad idee concrete. La tabaccaia di San Fior di Sotto, con pacatezza ma determinazione, ha raccontato le sue ripetute drammatiche esperienze, che l'hanno portata a decidere di armarsi. Una prima volta fu rapinata in casa una decina d'anni fa, quando aveva un negozio di fiori a Conegliano. Il 31 dicembre 2013 fu assalita da due banditi con una pistola, nella sua edicola di via Calbassa. «È stata fisicamente quella più traumatica», ha detto Carla De Conti. A distanza di quasi un paio d'anni, i responsabili non sono ancora stati individuati. Ha voluto così rendere pubbliche le immagini di quella rapina, rimasta impunita. Le telecamere di videosorveglianza del locale aveva ripreso tutto. Il delinquente che le punta la pistola e poi la prende per il collo, mentre il complice svuota i cassetti. Due settimana fa invece il rapinatore l'ha seguita fino a casa, per poi colpire. «Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino», ha affermato l'edicolante, che non vuole arrendersi, ma combattere la criminalità.
È ancora compresibilmente sotto shock, ma non vuole abbandonare la sua attività. Sul fronte della rapina avvenuta la sera di martedì 13 ottobre, proseguono le indagini da parte del commissariato di polizia. Il rapinatore ha agito da solo, strattonando la tabaccaia mentre stava chiudendo il portone del garage. Le ha sottratto la cassetta di sicurezza, in cui erano contenuti circa 3mila euro. Il bandito non ha proferito parola e si è dileguato nel buio. Pochi sono gli elementi su cui possono lavorare gli inquirenti. Una svolta alle indagini potrebbe arrivare dall'esame del tragitto tra il negozio di San Fior di Sotto e la casa di Zoppè. Meno di tre chilometri, ma l'esame degli occhi elettronici che puntano sulla strada provinciale 165 darebbe lo spunto per individuare dei mezzi sospetti, uno dei quali ha pedinato la tabaccaia fino al momento del suo rientro nell’abitazione di Zoppè a San Vendemiano. È infatti probabile che il rapinatore tenesse d’occhio la commerciante già da qualche tempo in modo da conoscerne gli spostamenti e gli orari con una certa precisione.
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