Rapinata tre volte «Mi compro una pistola e sparo»

SAN FIOR. «Faccio il porto d'armi e al prossimo sparo in testa». Carla De Conti, l'edicolante di San Fior di Sotto è decisa a difendersi, dopo aver subito la terza rapina. «Non si può continuare a vivere così», spiega, ancora comprensibilmente turbata dall'aggressione di martedì sera. La donna aveva chiuso il negozio di via Calbassa ed è passata a casa, prima di depositare la cassa continua. «Sto attenta e mi guardo sempre in giro», racconta, «quando sono uscita dal negozio non c'era niente di anomalo. Una persona mi ha chiesto di cambiare dei soldi per comprare le sigarette dal distributore, ma tutto era tranquillo». Scesa nel garage della sua abitazione in via Cestari a Zoppè, mentre stava chiudendo il portone è stata affrontata da un uomo.
«Mi ha afferrata per il braccio e tentato di strapparmi la borsa», racconta quei drammatici istanti, «ho cercato di resistere, presa la cassa continua è fuggito». Erano circa le 20.30 di martedì sera. L'edicolante è riuscita a tenere la borsa, ma il malvivente si è impossessato della cassa. Nella colluttazione l’edicolante si è anche procurata dei lividi all'avambraccio. Il bottino è stato di 3mila euro, l'assicurazione probabilmente non risponderà dell'accaduto, in quanto non il colpo non è avvenuto in negozio. Nella sua edicola-tabaccheria Carla De Conti era stata assalita anche il 31 dicembre 2012. Due banditi l'avevano minacciata con una pistola. «Quella volta c'erano anche le immagini del nostro sistema di videosorveglianza», spiega, «ma i colpevoli non sono mai stati trovati». In casa aveva già subito una rapina nel dicembre 2005, quando era titolare di una fioreria a Conegliano. La tabaccheria di San Fior di Sotto la gestisce invece sette anni. Aveva già idea di cedere l'attività. Ora con la sua determinazione è tornata al lavoro, ma la sfiducia per il fatto di sentirsi abbandonata dalle istituzioni è enorme. «L'unico che mi aveva risposto la scorsa volta che sono stata rapinata è stato il presidente Luca Zaia. Ma qui non si è mai visto nessuno, nemmeno il sindaco», dice Carla De Conti. «Non ho una banca, non posso affidarmi a dei portavalori e non si può vivere nel terrore. Capisco chi si difende, mi farò il porto d'armi e la prossima volta sparerò in testa a chi tenterà di rapinarmi».
Sul fronte delle indagini relative alla rapina, il commissariato di polizia di Conegliano ieri ha ri raccolto la denuncia. Sono state acquisite anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza dell'occhio elettronico situato sulla provinciale, vicino all'edicola di via Calbassa. Il rapinatore ha agito in solitaria e certamente ha pedinato l'edicolante, seguendola nei suoi spostamenti abituali anche nei giorni precedenti al colpo messo a segno.
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