Montebelluna, rapina al bar Da Rosetta: mascherati con pistola e coltello fuggono con mille euro

Due uomini incappucciati hanno assaltato il bar Da Rosetta a Contea poco prima delle 20. Pistola e coltello in pugno, hanno svuotato la cassa e sono fuggiti a piedi

Enzo Favero
Il bar dove è avvenuta la rapina
Il bar dove è avvenuta la rapina

Mascherati, pistola, coltello: fulminea rapina l’altra sera, quando mancava un quarto d’ora alle 20, al bar “Da Rosetta” a Contea. Ad agire sono stati in due, mascherati con passamontagna, pistola e coltello in pugno. Hanno arraffato dalla cassa circa un migliaio di euro e poi sono fuggiti a piedi per via Contea, dove probabilmente li attendeva un complice in macchina.

Il raid

Il titolare del locale, Oreste Santin, è stato colto di sorpresa dalla rapina durata pochi secondi e sul subito aveva pensato a uno scherzo. I clienti che in quel momento si trovavano all’interno e all’esterno del locale quasi non si sono accorti di nulla. Il titolare era stato tentato di reagire d’istinto, ma poi ha scelto di mantenere il sangue freddo.

«Ho pensato fosse uno scherzo, poi ho visto la pistola»: il racconto choc del titolare rapinato

«Stavo affettando della soppressa per dei clienti che erano all’esterno e festeggiavano un compleanno quando sono entrati quei due mascherati», racconta Santin, «sul subito ho pensato a uno scherzo, ma poi ho visto che quello davanti aveva una pistola e quello dietro impugnava un coltello. Quando li ho visti arrivare dietro il bancone e prendere i soldi dalla cassa ho chiesto loro che cavolo stavano facendo. Quelli nemmeno hanno aperto bocca, hanno preso i soldi, sono usciti velocemente e sono scappati a piedi verso nord lungo la strada. È durato tutto pochi secondi, sono stati velocissimi».

La fuga

Appena ha visto i due che prendevano le banconote dalla cassa, Oreste Santin ha avuto l’istinto di reagire, ma poi ha mantenuto il sangue freddo. «Ho tenuto gli occhi puntati sulla pistola per il tempo in cui è durata la rapina», aggiunge il titolare, «ho visto che aveva il tappo rosso e quindi era finta. Ho avuto l’istinto di reagire, ma ho pensato subito che quello dietro aveva un coltello e quello non era finto, e io mi sarei trovato bloccato dietro il bancone col rischio di prendermi qualche coltellata. Quindi sono rimasto fermo. Non saprei dire nemmeno il colore dei loro occhi, unici visibili, perché ho sempre guardato la pistola, sicuramente erano vestiti di scuro, ma altri particolari proprio non mi sono rimasti impressi. Mai avrei pensato che venissero a rapinarmi quando era ancora chiaro e con clienti nel bar».

Al bancone ce n’erano due, qualcun altro ai tavolini, davanti al bar c’era il gruppo di amici che festeggiava un compleanno: tutti sono stati colti di sorpresa.

«Quando sono scappati», conclude Oreste, «sono corso fuori per inseguirli, ma poi mi sono chiesto cosa stavo facendo e mi sono fermato. Non ne valeva la pena, se avessero minacciato dei miei famigliari avrei reagito sicuramente, ma per un migliaio di euro non valeva la pena rischiare».

È la prima rapina nel locale: indagano i carabinieri che stanno visionando le immagini delle telecamere di sicurezza del locale.

 

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