Ragazza agonizzante sull’argine

ODERZO. Regna il mistero attorno all’episodio che ha visto coinvolta una giovane, dell’apparente età di 20 anni, soccorsa ieri mattina presto sull’argine del fiume Monticano, nella zona di via Donizetti, non lontano dal Centro Direzionale che ospita anche l’emittente radiofonica Top Radio, oltre ad alcune attività e abitazioni. La giovane blaterava solo qualche parola incomprensibile ed è stata trasferita all’ospedale di Oderzo. Non è escluso possa essere stata drogata, ma su questo aspetto lavorano già le forze dell’ordine. Per questo è stata sottoposta agli esami tossicologici presso la struttura ospedaliera opitergina e i medici hanno predisposto un ricovero in osservazione.
Ha riferito ai primi soccorritori, e anche ai sanitari, di abitare in un appartamento di un “paese qui vicino”. Si è scoperto poi che la giovane risiede invece a Preganziol, che proprio vicino vicino a Oderzo non è. Era stata notata, verso le 7, mentre camminava nervosamente, su e giù sull’argine del fiume Monticano. Verso le 8 una persona che stava parcheggiando, e che lavora al Centro Direzionale, con la coda dell’occhio, attraverso lo specchietto retrovisore della propria vettura, ha visto la ragazza cadere a terra a peso morto, “crollando” verso la parte interna dell’argine. Il primo soccorritore, un quarantenne, si è precipitato a soccorrere la donna. Aveva la faccia nel fango e all’inizio non rispondeva a nessuna domanda. Poi si è ripresa, ma parlava in modo confuso e incomprensibile.
A quel punto l’uomo ha chiamato in aiuto un amico e anche il Suem 118. L’ambulanza è sopraggiunta in via Donizetti in pochi minuti. Sembrava che la giovane, apparentemente, avesse trascorso la notte all’addiaccio. E’ stata quindi ripulita del fango che aveva addosso, sul volto, sulle mani e sui vestiti, ed è stata quindi accompagnata al vicino pronto soccorso. Dopo gli esami tossicologici cui è stata sottoposta è stata ricoverata nella struttura, in osservazione, in attesa di avvisare e farsi visitare da qualche familiare o da una persona cara a lei vicina.
Rosario Padovano
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








