Rabbia per il Presepe profanato «Gesto ignobile, si vergognino»

Rifiuti e Gesù bambini impiccato, durissime reazioni della politica cittadina Barbisan: «Ristabilire i valori». L’assessore Pavan: «Ragazzata? Per niente»
TOME AG.FOTOFILM MOGLIANO PRESENTAZIONE NUOVA GIUNTA, IN FOTO ENRICO MARIA PAVAN
TOME AG.FOTOFILM MOGLIANO PRESENTAZIONE NUOVA GIUNTA, IN FOTO ENRICO MARIA PAVAN

MOGLIANO. Sdegno unanime per l’atto vandalico perpetrato ai danni del presepe di piazza Berto. Così come molti normali cittadini hanno spontaneamente commentato la notizia sui social anche la politica esprime il suo punto di vista. I fatti risalgono alla tarda serata di sabato scorso: una famiglia residente nella zona rincasando nota l’alterazione della classica scena della natività. Non è la prima volta che a Mogliano un presepe finisce nel mirino di qualche scherzo di cattivo gusto, stavolta però oltre a disseminare bicchieri di plastica nella capanna come se fosse un cestino delle immondizie, i vandali hanno anche preso la statuina di Gesù bambino appendendola con il cavo elettrico delle lucine di Natale.

Di fronte alla scena del “Gesù impiccato” i testimoni non hanno potuto far altro che sistemare decorosamente il presepe. La notizia è stata presto diffusa anche sui social e ha immediatamente scatenato dure reazioni, da parte dei cittadini moglianesi. Non si tratta di un caso isolato, nei giorni precedenti, nella Marca le azioni simili erano state tante e diversificate: tetto incendiato, statuine decapitate, rubate e gettate altrove.

«Utilizzare il giaciglio di Gesù Bambino come una pattumiera» commenta il consigliere regionale della Lega Nord, Riccardo Barbisan «dà il senso della grettitudine e della bassezza a cui sono giunti alcuni personaggi che girano all’interno della nostra comunità. Spero che si tratti del malcostume di alcuni ragazzini e non sia qualcosa di più grave. Credo che come comunità, famiglie e amministrazioni, abbiamo il nostro da fare per ristabilire un sistema di valori condiviso». «Non dovrebbe saltare in mente a nessuno di profanare in quel modo un simbolo della nostra religione e della tradizione come il presepe» commenta l’assessore alla tradizione locale di Mogliano, Enrico Maria Pavan «Soprattutto quando si tratta di un bene comune realizzato da volontari che si spendono attivamente per la comunità. Certamente è una ragazzata» commenta «ma questo episodio può essere anche lo spunto per una riflessione in più. Qualche giorno fa ho visitato alla scuola elementare Anna Frank il presepe realizzato dalle insegnanti in collaborazione con i bambini: sono sicuro che quando cresceranno, e saranno adolescenti, gli alunni che sono passati attraverso quel percorso formativo non avranno alcun interesse a imitare simili atti vandalici. È importante lavorare sull'educazione» concluce «e non arretrare mai. Si inizia col rinunciare al presepe per pudore buonista nei confronti di altre fantomatiche culture, che in realtà sono ben disposte a conoscere il significato e il valore di questa tradizione, e si finisce col dover commentare atti del genere». —

Matteo Marcon

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