Quattordicenne fugge in Colombia con i genitori dopo la rapina

Caccia al secondo ragazzino responsabile dei colpi in centro a Conegliano. Si valuta la posizione anche di altri maranza

Diego Bortolotto
Un posto di blocco dei carabinieri di Conegliano nell’area teatro delle rapine, dintorni di via Cavour
Un posto di blocco dei carabinieri di Conegliano nell’area teatro delle rapine, dintorni di via Cavour

Caccia al quattordicenne che, il giorno dopo una delle rapine che gli vengono contestate, è fuggito con la famiglia in Colombia. Proseguono le indagini anche sugli altri episodi. I carabinieri hanno individuato in un tredicenne e in un quattordicenne gli autori di una rapina e di due tentativi di scippo. Al momento non risultano altri indagati, ma gli accertamenti proseguiranno per verificare il gruppo di maranza e le frequentazioni dei due baby rapinatori.

Caccia ai possibili complici

«Stiamo cercando di capire in che contesto è maturato questo gesto molto grave», ha dichiarato il tenente colonnello Stefano Mazzanti, comandante del reparto operativo dei carabinieri di Treviso. Entrambi i minori sono domiciliati nel Coneglianese. Uno dei due aveva già una situazione personale complessa ed era in passato fuggito da una comunità che lo aveva accolto.

Il tredicenne, originario di Santo Domingo, è stato fermato dai carabinieri poco dopo gli scippi con ancora addosso la tessera sanitaria di una delle vittime, una donna di 67 anni a cui era stata strappata la borsetta. Il quattordicenne, invece, il giorno successivo all’accaduto è partito con la famiglia per il Paese d’origine, la Colombia, risultando al momento irreperibile.

Il ragazzo irreperibile

Al suo rientro in Italia saranno ascoltati anche i familiari. Se non dovesse tornare, potrebbe scattare una rogatoria. Il caso è ora all’attenzione del Tribunale per i minorenni. Il tredicenne non è imputabile per legge, mentre per il quattordicenne sarà valutata la capacità di intendere e di volere.

Per entrambi è previsto l’avvio di un percorso rieducativo. Intanto, a Conegliano si apre il dibattito sulle misure da adottare per prevenire situazioni di devianza giovanile.

 Le reazioni politiche

 «È necessario lavorare sulle famiglie», ha osservato il sindaco Fabio Chies, auspicando che la giustizia faccia il suo corso, con pene adeguate ai reati e, parallelamente, percorsi di recupero e reinserimento sociale. Lo stesso primo cittadino ha espresso sorpresa per la giovanissima età dei protagonisti. «A Conegliano è in corso un’emergenza sociale che non possiamo più ignorare», è l'appello di Francesca Di Gaspero, capogruppo di Noi Democratici.

«Quello che sta accadendo non è un episodio isolato: è il risultato di anni di politiche che non hanno saputo intercettare il disagio, soprattutto quello dei più giovani – sottolinea -. Il sindaco dice spesso che la nostra città deve essere attenta a tutti, soprattutto ai più deboli: bisogna ammettere che nel caso di queste famiglie non abbiamo saputo fare prevenzione».

Sanzione o reinserimento

«Come una giacca double face invoca pene esemplari - continua Di Gaspero - per catturare gli umori di pancia nell' immediato e, finite le indagini, auspica un reinserimento e un percorso familiare per scaricarsi di ogni responsabilità».

Età della punibilità

Sulla stessa linea del sindaco si colloca invece Maurizio Tondato, capogruppo leghista: «Va abbassata l'età minima di punibilità con pene che mirino al recupero dei ragazzi – dichiara -. Vanno inoltre coinvolte le famiglie dei minori a rischio di devianza, in quanto i genitori devono avere un ruolo importante nell'educazione dei propri figli e devono rispondere del loro operato». Intanto in centro in città si è tirato un sospiro di sollievo per l’operazione messa a segno tempestivamente dai carabinieri.

Rimane però il dubbio fondato che la banda degli scippi fosse formata in realtà da più di due elementi - questo almeno dicevano le testimonianze nell’immediato - e che quindi ci siano ancora in giro dei potenziali baby rapinatori. 

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