Via 150 lavoratori in un anno, scoppia la crisi alla Previnet di Preganziol

La Filcams Cgil denuncia il deterioramento strutturale del clima interno che ha portato all’esodo del 30 per cento del personale, non sostituito dall’azienda. A breve uno sciopero e l'interessamento della politica

Andrea Dossi
Il presidio dei lavoratori della Previnet lo scorso luglio
Il presidio dei lavoratori della Previnet lo scorso luglio

Il silenzio, a volte, fa più rumore di una protesta. Ma quando al silenzio della dirigenza si somma l’esodo di oltre 150 lavoratori in 12 mesi, la tensione accumulata tra le scrivanie di via Forlanini non può che esplodere.

È quanto sta accadendo nel polo logistico di Preganziol dove hanno sede Previnet e Previmedical, aziende specializzate nei servizi amministrativi per la previdenza e la sanità integrativa, in quanto la Filcams Cgil ha proclamato un pacchetto di otto ore di sciopero.

Clima deteriorato

La crisi è figlia di un deterioramento strutturale del clima interno. Secondo i dati diffusi dalla Filcams Cgil di Treviso, nell’ultimo anno la sola Previnet ha perso circa il 30% della forza lavoro operativa: 150 persone che hanno rassegnato le dimissioni senza che l’azienda provvedesse a nuove assunzioni. Il risultato è il lavoro rimasto deve essere smaltito da chi resta, con un aumento dei carichi e un peggioramento delle condizioni psicofisiche dei centinaia di dipendenti rimasti in azienda.

Il muro

«Quando un’azienda sceglie – attacca Alberto Irone, segretario generale provinciale di Filcams Cgil – di non rispondere alle richieste di confronto e lascia deteriorare le condizioni di lavoro, si assume una responsabilità precisa». Il muro a cui si riferisce il sindacato è fatto di lettere cadute nel vuoto e richieste di incontro con l’ufficio del personale a quanto pare ignorate.

I segnali di fumo erano visibili già lo scorso luglio, quando un presidio di cinquanta lavoratori aveva stazionato davanti ai cancelli di via Forlanini. In quell’occasione, i dipendenti di Previnet avevano ricevuto la solidarietà dei colleghi di Previmedical, uniti dalla stessa preoccupazione per un modello organizzativo ritenuto opaco. E la frattura non si è rimarginata. Nonostante la disponibilità della Rsu a sospendere lo stato di agitazione in cambio di un’apertura sul welfare aziendale, sullo smart working e sui premi di produzione, la direzione non ha battuto un colpo. Una scelta che ha spinto l’assemblea dei lavoratori a votare compatta per la mobilitazione.

In campo la politica

La vertenza ora varcherà i cancelli della sede di Preganziol. I lavoratori hanno dato mandato al sindacato di attivare la convocazione dell’azienda presso le istituzioni competenti. L’obiettivo è portare il caso sui tavoli della politica locale e regionale: una realtà che – prima delle dimissioni di massa – contava circa 500 dipendenti è un polmone occupazionale troppo importante per il territorio trevigiano perché la sua crisi passi inosservata.

La richiesta che arriva da via Forlanini è, paradossalmente, la più elementare: la Filcams Cgil chiede trasparenza. La data dello sciopero sarà fissata nei prossimi giorni, ma il messaggio è che senza un confronto serio, il polo della previdenza rischia di restare senza chi, quella previdenza, la gestisce ogni giorno. 

 

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