«Presepe molto bello» Il Papa si commuove per la Natività di Parè e incontra i volontari

LA FESTA
Papa Francesco scorge, da qualche metro, Giulia e Mattia che gli sorridono da dietro le transenne. Sono due bambini di Parè, piccolissimi. Alle spalle hanno i genitori, Erika Poser e Alberto Chiapinotto. E lui, che fa? Sul volto gli compare un’espressione di gradita sorpresa. Lascia il seguito – siamo in Aula Paolo VI - per accorrere ad accarezzarli. Poi, naturalmente, dà la mano anche a moglie e marito. «Un’emozione straordinaria, unica» confidano. Quando, poi, intravvede un bimbo ancora in fasce, 2 mesi, sempre di Parè, sorpreso ancora una volta, il Papa allunga il passo, lo accarezza e lo bacia in fronte.
IL MESSAGGIO
La mamma si commuove. Piccole storie ma che fanno straordinaria la giornata dei 500 coneglianesi ieri in Vaticano. «Papa Francesco ci ha consegnato un messaggio forte, strategico: ‘Bisogna prendere decisioni efficaci per la salvaguardia della nostra casa comune’». Lo ricorda il sindaco Fabio Chies, a conclusione della giornata tra le mura pontificie. Ieri, poco dopo mezzogiorno, nell’aula delle udienza Papa Francesco ha svelato il presepio dono del “Gruppo Presepisti Artistici” di Parè. Bergoglio era accompagnato dal vescovo Corrado Pizziolo, dal parroco don Michele Maiolo, dal cappellano don Luca Soldan, dal presidente della Regione, Luca Zaia e dal sindaco.
I COMPLIMENTI
Bergoglio ha ringraziato ed ha confidato a Pizziolo che «questo presepe è davvero molto bello». «Un grazie che ha ripetuto a ciascuno di noi, volendo incontrarci personalmente – riferisce Federico Stringher, l’anima del gruppo – e invitandoci a pregare per lui, perché – ha spiegato – ne ho veramente bisogno». Caloroso anche l’incontro personale con il presidente Zaia e col sindaco Chies, oltre che con Pizziolo. Gli interessati, ovviamente, mantengono il più stretto riserbo. Il Papa ha pure salutato i rappresentanti della Dama Castellana che hanno fatto da cornice della cerimonia, mentre nel pomeriggio, in piazza San Pietro si sono esibiti con i tamburini e gli sbandieratori, davanti al presepe donato da Scurelle, in provincia di Trento, e all’albero di Natale, proveniente da Rotzo, sull’Altipiano di Asiago.
RICORDANDO VAIA
«L’incontro odierno mi offre l’opportunità per rinnovare il mio incoraggiamento alle vostre popolazioni, che l’anno scorso hanno subito una devastante calamità naturale, con l’abbattimento di intere zone boschive. Si tratta di eventi che spaventano – ha tenuto a dire il pontefice - sono segnali d’allarme che il Creato ci manda, e che ci chiedono di prendere subito decisioni efficaci per la salvaguardia della nostra casa comune». Quanto al presepe, Francesco ha spiegato che «è una maniera genuina di comunicare il Vangelo, in un mondo che a volte sembra avere paura di ricordare che cos’è veramente il Natale, e cancella i segni cristiani per mantenere solo quelli di un immaginario banale, commerciale». Entusiasmo fra i coneglianesi a cui il Papa ha stretto la mano all’interno dell’Aula Paolo VI. «Un capolavoro, che si offre alla Cristianità per essere ammirato da centinaia di migliaia di fedeli – ha affermato il presidente Luca Zaia - è idealmente dedicato alla memoria di monsignor Fausto Scapin, parroco emerito di Parè scomparso nei giorni scorsi, che tanto ci teneva a questa iniziativa».
«simbolo universale»
Il presepe – come ha puntualizzato ancora Zaia - ha richiesto nove mesi di lavoro da parte del gruppo di 14 presepisti è ricco di riferimenti al territorio veneto. Pizziolo, parlando in piazza San Pietro ha ricordato che il presepe è una tradizione coltivata anche da chi non è cristiano e che, dunque, in questo simbolo si possono ritrovare tutti. E davanti alla rappresentazione della Natività – ha poi aggiunto – siamo come rapiti all’amore delle realtà celesti. —
Francesco Dal Mas
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








