Premio ai docenti, scuole di Treviso in ordine sparso

TREVISO. Il premio economico ai professori più meritevoli? Nella Marca ogni scuola sta facendo a modo suo. Si procede in ordine sparso, fra timori e critiche. Parliamo del bonus, il contributo ai docenti che si distinguono per bravura, introdotto dal ministero dell'Istruzione con la riforma della Buona Scuola. Pensato per valorizzare le professionalità migliori, secondo le rappresentanze sindacali, il bonus premiale rischia di trasformarsi nella distribuzione di un “tesoretto” (circa 23 mila euro per ciascuna scuola attinti da un budget complessivo di 200 milioni di euro) che, in assenza di criteri oggettivi e concordati, accenderà discussioni e polemiche all'interno degli istituti trevigiani.
Mancano meno di due mesi alla fine dell'anno scolastico, e nelle scuole della provincia di Treviso, i comitati di valutazione per premiare il merito non sono stati ancora tutti formati. Non è quindi chiaro come verranno valutati i circa 8.900 insegnanti che lavorano nei cento istituti del territorio. Ed è qui che comincia la confusione. Gli organismi preposti a “misurare” il loro operato, i comitati di valutazione appunto, in buona parte non sono attivi e, cosa altrettanto importante, una volta istituiti saranno di fatto uno diverso dall'altro. Si somiglieranno per composizione - visto che il ministero dell'Istruzione ha stabilito per scuole dell'infanzia e primarie la presenza di maestri, docenti, genitori e, per le superiori, anche di un rappresentante degli studenti- ma differiranno dal punto di vista operativo. Questo perché spetterà al singolo istituto stabilire le regole di funzionamento del suo organo giudicante, che entro il 31 agosto dovrà decretare i premi. Il quadro che ne esce è quindi talmente variegato che è impossibile da fotografare in modo esaustivo. Ci sono istituti che cercheranno di fare sintesi nei prossimi giorni. C'è chi ha già messo a punto delle griglie con voci dettagliate e punteggi per decretare l'impegno didattico degli insegnanti, prevedendo di stillare una pagella.
Qualcun altro ha fissato solamente delle indicazioni di massima per agevolare il preside nella decisione, ma senza interferire oltre, almeno per il 2016, anno in cui il bonus sarà destinato in modo “retroattivo”: cioè per l'operato degli insegnanti nell'anno scolastico 2015-2016, condotto senza conoscere i criteri di assegnazione del premio. Poi c'è chi vorrebbe ricompensare i docenti mettendo in atto le indicazioni delle legge ministeriale, la quale esorta a gratificare chi combina la lezione in classe con “l'innovazione didattica e metodologica”. Un parametro generale nel quale rientrerebbero gli insegnanti che si prestano ad accompagnare gli scolari il pomeriggio a teatro, che fanno lezione al museo o incentivano l'utilizzo degli strumenti digitali come pc e lavagne digitali. Di fronte a questo mare magnum di variabili c'è chi solleva un'altra questione, non di poco conto.
Ad essere soggettivo è anche il criterio delle somme da destinare: un professore potrà ricevere un bonus di 2 mila euro, un suo collega da 500 euro, a seconda di cosa verrà stabilito da presidi e comitato di valutazione. Una situazione che potrebbe generare tensioni nel corpo docente, se vissuta come un'ingiustizia. Altro punto interrogativo riguarda il numero dei professori premiati. Anche su questo le direttive ministeriali lasciano margine d'azione alle scuole, limitandosi a dire che i professori premiati non dovranno essere né troppi, né troppo pochi, tra il 10% e il 30%. Intanto, anche ai dirigenti scolastici della Marca, nei giorni scorsi è arrivata una circolare ministeriale. Nella missiva si informa dell'avvio del monitoraggio e si invitano gli istituti a inserire in un portale i dati relativi alla composizione del comitato di valutazione.
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