Il maestro Basso al Festival di Sanremo con i Pooh

Il direttore d’orchestra castellano guiderà i Pooh alla serata finale del Festival di Sanremo, in attesa dei tre concerti del 14, 16 e 17 maggio all’Arena di Verona: “Un onore festeggiare con loro sessant’anni di storia”.

Tommaso Miele
Diego Basso dirigerà i Pooh sabato 28 febbraio al Festival di Sanremo
Diego Basso dirigerà i Pooh sabato 28 febbraio al Festival di Sanremo

Si può essere amici per sempre: Diego Basso e i Pooh, attesi il 14, 16 e 17 maggio sul palco dell’Arena di Verona, si ritroveranno anche al Festival di Sanremo sabato 28 febbraio durante la serata conclusiva della 76esima edizione della rassegna canora.

Il direttore d’orchestra castellano guiderà dal podio l’Orchestra ritmico sinfonico italiana, che accompagnerà la band sul Suzuki stage per offrire una canzone a sorpresa pescata dall’immenso repertorio (dalle ore 22.30 circa su Rai 1); proprio Basso racconta la storia di un rapporto costruito nel tempo, oltre alle novità in cantiere.

Sul palco dell’Ariston con i Pooh: che emozione sarà?

«Particolare, perché è un momento speciale per loro. Festeggiare i sessant’anni di carriera accanto a Roby, Red, Riccardo e Dodi è un onore; un episodio che preannuncia l’Arena in maggio, per tre concerti unici. Intanto ci aspetta la serata di domani: sul palco esterno porteremo uno dei loro brani più belli, che non posso svelare... Ci troveremo proprio domani per provare».

Pooh che dirigerà anche all’Arena. Come si preparano delle esibizioni così differenti?

«A Sanremo suoneremo insieme un classicone, per l’Arena invece sto ancora aspettando la setlist definitiva: ma di sicuro sarà una storia, raccontata integralmente. È un work in progress: dopo l’analisi della scaletta mi metterò a orchestrare, certamente li immagino come dei concerti lunghi. Racconteremo sessant’anni di storia, con quaranta elementi d’orchestra e l’Arena intorno a noi».

Da dove nasce il suo rapporto con la band?

«Ricordo di averli incontrati per la prima volta al Palaverde di Villorba, parecchi anni fa. Avevano bisogno di un coro per un loro brano, e abbiamo fatto un pezzo abbigliati in stile gospel... se ci ripenso sorrido di gusto. I Pooh sono sempre stati un gruppo che ho seguito, fin da giovane. Anche se a quell’epoca magari non era una scelta così “cool”, dato che non erano troppo rock ma molto melodici, io li sentivo comunque nelle mie corde anche se il mondo remava verso altro. Dopo aver conosciuto Red con il Red & Friends nel 2011 a Padova, e poi Roby, ci siamo avvicinati sempre di più; proprio con Roby abbiamo stretto una forte collaborazione grazie al disco e al tour “Symphony”. E poi sono arrivati i live a Marostica del 2024... Sì, insomma, è una strada che parte da lontano».

Qual è il segreto delle canzoni dei Pooh?

«Dico sempre che l’arrangiatore può fare solo del male a un pezzo: è un lavoro facile se si parte da un quadro che ha già delle belle tonalità, e i Pooh in questo sono sempre stati dei maestri. Basta dare qualche pennellata: scrivono musiche in modo così bello, attento e armonicamente meraviglioso che, quando uno li canta e li ascolta, l’arrangiamento quasi viene in automatico». Tornando indietro di qualche mese: nella seconda metà del 2025 sono stati invece i Queen il sottofondo costante delle sue serate.

«Sì, il mondo dei Queen mi ha preso a tuttotondo con il tour italiano che è approdato in alcuni dei teatri più importanti, di livello e tradizione. Penso a Taormina... Poi c’è stata la Svizzera solo il mese scorso, con un grande successo francamente imprevisto: doppia data a Berna sold out, poi Zurigo, Lugano, Ginevra... una bella esperienza. Non è mancata anche la parentesi dedicata al mondo Disney, con “The World of Disney in Orchestra” al Carlo Felice di Genova, per tre concerti. Negli ultimi giorni ci siamo esibiti con l’Orchestra del Teatro nazionale di Tirana e le voci di Art Voice... Bello, davvero. Senza dimenticare il Malibran a Venezia e il Teatro Vittorio Emanuele di Messina, con l’omaggio sinfonico a Battisti del mese scorso».

E durante il resto del 2026?

«Adesso abbiamo questo grande impegno con i Pooh, poi ritorneremo in Svizzera a partire da ottobre con le serate dedicate ai Queen. E ci sarà un rientro anche a Sanremo, con Disney; poi Castelfranco e anche Treviso, con un nuovo progetto che prenderà forma in una serata speciale il prossimo 11 settembre al Teatro Del Monaco… ma non posso svelare troppo».

Extra: da collega, lei che idea si è fatto del caso Venezi-Fenice?

«Credo si potesse evitare di creare tutto questo trambusto intorno alla musica. Non fa bene a nessuno, perché suonare non è questo: è serenità. Se mettiamo la negatività è sbagliato, per fare il nostro mestiere servono solo due ingredienti... bellezza e complicità».

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