Pieve, i cimeli di Toti Dal Monte dimenticati sotto la polvere

La denuncia del sindaco Stefano Soldan: "Spartiti, costumi e testimonianze del grande soprano abbandonati nel degrado nelle scuderie di villa Brandolini"
Il soprano Toti Dal Monte
Il soprano Toti Dal Monte

PIEVE DI SOLIGO. Il museo Toti Dal Monte dimenticato nelle scuderie di villa Brandolini: spartiti, costumi di scena, opere d’arte e testimonianze del grande soprano, nata a Mogliano e vissuta a Pieve, sono ricoperti di polvere e in uno stato di evidente degrado. La denuncia è del sindaco Stefano Soldan, che si è attivato immediatamente per cercare una collocazione temporanea del museo, in occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa dell’artista, amatissima tra i pievigini. Soldan punta il dito contro la precedente amministrazione, responsabile del trasloco.

Fu la giunta di Fabio Sforza, a fine mandato, a spostare il museo, che aveva sede a villa Brandolini: quegli spazi furono dati al Consorzio del Prosecco, e il prezioso repertorio artistico di Toti Dal Monte finì dimenticato nelle scuderie, inaccessibili al pubblico.

Ora è corsa contro il tempo per salvare il salvabile, e trovare una sede dignitosa a una delle personalità storiche di Pieve, la più conosciuta assieme al poeta Andrea Zanzotto.
«Quando ho aperto le porte della scuderia, e ho visto in che condizioni era stato lasciato il materiale del museo, ho preso letteralmente paura», commenta Soldan, «Le scuderie sono un sito decisamente inadatto per una collezione così preziosa. Ho chiamato subito gli eredi, per una soluzione temporanea all’altezza della figura che vogliamo ricordare. Abbiamo scelto l’ultimo piano della biblioteca comunale, in piazza Vittorio Emanuele, dove un professionista si è offerto per il progetto».

Villa Brandolini a Solighetto nelle cui scuderie c'è il tesoro dimenticato di Toti Dal Monte
Villa Brandolini a Solighetto nelle cui scuderie c'è il tesoro dimenticato di Toti Dal Monte

Poi, inizierà la ricerca di fondi per una nuova sede del museo sfrattato da villa Brandolini. «Il sogno sarebbe avere un vero e proprio polo della musica, che accolga al suo interno anche la Fondazione Toti Dal Monte e la Filarmonica», spiega Soldan, ma per partecipare a qualche bando è necessario predisporre un progetto. «Di sicuro non saranno le scuderie: lì dentro ci sono, accatastati, vestiti, foto, spartiti, statue e quadri, gettati alla rinfusa. Io non ho toccato niente, ma bisogna intervenire al più presto per salvare questo tesoro».
Proprio domani ricorre il quarantesimo anniversario della morte di Toti Dal Monte: si spense alle 21 del 26 gennaio 1975, ricoverata nell’allora ospedale di Pieve di Soligo.

IL VIDEO: l'arte di Toti Dal Monte

 

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