Pieve contro Valdobbiadene sede Unesco, ancora scintille
PIEVE DI SOLIGO. Il comune di Pieve di Soligo nel corso dell’ultimo consiglio comunale di lunedì 23 ha tirato le somme sull’anno che va concludendosi con l’approvazione del Dup (Documento Unico Programmatico) 2020 - 2022, in cui non sono previsti innalzamenti delle aliquote per l’anno venturo e che, tra gli appuntamenti più attesi, vedrà il taglio del nastro di Palazzo Vaccari, la nuova sede municipale. Ma c’è stato spazio anche per rilanciare la polemica sul caso della sede UNesco. «Un bilancio che va via liscio - ha dichiarato il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan - in cui non ci saranno aumenti di Irpef, Imu e Tasi. Il nuovo anno sarà segnato dalla conclusione dei lavori del nuovo municipio con le conseguenti manovre di trasloco: attualmente gli uffici comunali di Pieve di Soligo sono sparsi in cinque edifici, ma la nuova sede in Piazza Vittorio Emanuele II andrà a riunirle nello stesso spazio. Ci saranno anche riasfaltature in quelle aree che, dopo gli interventi di Ats per il rifacimento delle tubazioni idriche, sono particolarmente dissestate. Poi, entro febbraio, per non perdere dei contributi, ci sarà l’attribuzione dei lavori per il ponte di Bofot che richiederà circa 4 mesi di cantiere». Dall’attuale Dup, come fatto notare dal capogruppo di opposizione Silvia Mazzocco, è sparito il primo stralcio di due per il rinnovo di Piazza Stefanelli della frazione di Barbisano: lavori per oltre 310mila euro. «Abbiamo deciso di rinviare tale opera al 2021 per limitare i disagi alla popolazione e poterla così appaltare in un unico stralcio ed alla stessa ditta - spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Negri - l’obbligo di appaltare il restauro del ponte di via Piave entro fine febbraio, che comporterà la chiusura dell’accesso sud per Barbisano per diversi mesi, ci ha spinto a rinviare l’intervento su Piazza Stefanelli al 2021, per non creare troppi disagi alla cittadinanza». Si è discusso anche della sede Unesco, che, non senza polemiche, ha visto ricadere la scelta su Villa dei Cedri a Valdobbiadene. È stato il consigliere di minoranza del Carroccio Andrea Ros a porre la questione, chiedendo a Stefano Soldan se tale decisione sia da ritenersi irrevocabile. «C’è stata una fuga in avanti di alcuni - ha risposto il sindaco - che senza interpellare il sottoscritto ed altri Comuni ha deciso per Valdobbiadene. A meno di improbabili ripensamenti dell’ultima ora, il 22 gennaio, tutto sarà messo nero su bianco. Spiace perché non si tratta di una scelta unitaria, ma sono certo che non accadrà più». «Ci sono state troppe aspettative sulla sede - è il punto di vista del pievigino consigliere regionale Alberto Villanova - quello che mi preoccupa è che siamo all’inizio di questa avventura Unesco e c’è già stata una rottura tra gli stessi Comuni che si sono impegnati per portare avanti la candidatura. Mi auguro sia solo un incidente di percorso». —
Riccardo Mazzero
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