Pietrangelo, l'ex finanziere in guerra contro il fisco

Ancora guai per il commercialista Pietrangelo che bruciò in piazza le cartelle di Equitalia per una evasione di 57 milioni
Guerretta Conegliano Mario Pietrangelo incendia cartella esattoriale davanti agenzia delle entrate
Guerretta Conegliano Mario Pietrangelo incendia cartella esattoriale davanti agenzia delle entrate

CONEGLIANO. Il commercialista Mario Pietrangelo è convinto che cadranno le accuse nei suoi confronti e degli altri indagati, in quella che è stata denominata dagli inquirenti “Piazza pulita”. «Sono tranquillo», spiega. Vorrebbe parlare, ma prima vuole farlo davanti ai magistrati e chiarire la sua posizione, quando lunedì sarà chiamato a deporre. Pietrangelo è un ex maresciallo della Finanza in pensione. Ha 78 anni, gli ultimi dei quali inseguito dal fisco per una presunta maxi evasione fiscale e già finito agli arresti per un'altra indagine della Finanza. Il conto che gli ha presentato Equitalia è arrivato a toccare i 57 milioni di euro. Ma lui ha sempre combattuto, sottolineando come viva solo con la pensione e che non debba nulla al fisco, che invece gli contesta movimenti bancari dal 2005 e un'evasione pluri milionaria. L'ex maresciallo arrivato a bruciare in pubblico le cartelle di Equitalia in segno di protesta e quindi presentarsi alla polizia, per denunciare gli accertamenti da lui considerati “farlocchi”. «Il mio caso è l'emblema del fallimento della giustizia tributaria, oltreché, dell'amministrazione finanziaria», diceva Pietrangelo, «sono fermamente convinto che l'Agenzia delle Entrate sapeva e sa che l'evasione contestata non esiste, così come la Commissione tributaria che ha emesso la sentenza di condanna sapeva e sa che gli accertamenti sono infondati». Ora si trova agli arresti domiciliari, investito da una nuova bufera, stavolta perchè le fiamme gialle lo accusano di essere implicato in una bancarotta milionaria a seguito del fallimento di alcune ditte. L'ex maresciallo della finanza però non è preoccupato, anzi è determinato a smontare le accuse. Come aveva fatto nel 2010, quando venne invece arrestato per un’accusa di corruzione, in un’altra maxi-indagine della Guardia di Finanza di Vicenza. All'epoca furono oltre un centinaio le persone finite sotto indagine. Il suo avvocato è Benedetto Collerone, padre di Benedetta Collerone Russo. Pietrangelo sta già preparando la sua strategia difensiva ed è sicuro che uscirà pulito dall'ennesima vicenda, che lo vede combattere con la giustizia.

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