Piazza del Grano, 22 locali: «Ora basta»

È la Mecca della movida trevigiana, la zona del centro cittadino che registra la maggiore concentrazione di bar e caffetterie: è Piazza del Grano, la regina incontrastata delle piazze di Treviso, la più frequentata e, per questo, la più ambita dai gestori di locali.
Con la recente apertura del Caffè Venturato, la piazza del mercato ha raggiunto una quota di punti di ristoro da primato, considerate le sue dimensioni ridotte: ventidue in tutto fra pasticcerie, wine bar, osterie, snack point e caffetterie.
Un locale ogni tre passi, insomma, come ben presto può notare chi, incamminandosi da via Sant’Agostino, percorra il perimetro della Piazza, lungo Borgo Mazzini e Via Manzoni. Ognuno di questi esercizi ha le sue specialità, la sua fascia di mercato, i suoi clienti affezionati.
Rimane il fatto che una simile offerta di bar in un territorio tanto piccolo alimenta una concorrenza spietata fra esercenti. Negli ultimi anni, infatti, qualsiasi attività commerciale in chiusura ha lasciato il posto a un bar. Il fenomeno non è certo passato inosservato ai gestori dei locali più vecchi, che ora cominciano a storcere il naso.
«Siamo oggettivamente troppi, anche perché la richiesta non è così grande da giustificare un numero simile di attività», commenta Luca De Checchi della pasticceria Dienne, «io sono fortunato perché mi distinguo con la mia attività di forno e pasticceria. Se fosse solo per il bar non andrei avanti di sicuro».
E se la responsabile della nuovissima caffetteria dell’angolo, Stefania Cassitta, si dichiara sicura che l’offerta differenziata permetta a tutti di continuare a guadagnare bene nonostante la crisi e la concorrenza agguerrita, la maggior parte dei suoi colleghi non sembra pensarla allo stesso modo.
A detta dei più, in questa calda estate l’andamento degli affari non è stato granché soddisfacente: i numerosi tavolini all’aperto che costellano la zona sono rimasti in gran parte vuoti durante il giorno, e non solamente durante il grande esodo delle ferie di agosto.
Il mercato del martedì e del sabato non basta da solo a portare clientela sufficiente a garantire lavoro a tutti.
Il centro cittadino, com’è noto, è sempre meno frequentato. Piazza del Grano non fa eccezione, anche perché, a detta dei proprietari di snack bar e caffetterie, sono sempre meno anche i pazienti che vanno a Borgo Cavalli, altro significativo bacino di clientela per la zona.
«Mi domando cosa spinga il Comune a concedere i permessi per tutte queste nuove aperture», commenta Remigio Pili, gestore del Goppion Caffè, «quando è ormai evidente che l’affluenza della gente non accenni ad aumentare. Io non mi preoccupo solo perché ho un locale avviato . Non capisco cosa spinga i giovani all’apertura di nuove attività, soprattutto in questo periodo di crisi. Mi sembra quasi che oggi come oggi chi non sa cosa fare, chi non trova lavoro, scelga di aprire un bar, come se fosse una via al guadagno facile. Al contrario, è un’impresa difficilissima, che iniziata momento sbagliato può mandare in rovina. Del resto si è già visto quanti bar hanno aperto e richiuso nel giro di un anno. Ecco perché in tanti pensiamo che sia necessaria una maggior pianificazione da parte del Comune, che dovrebbe darci un taglio con le licenze». In tempi di crisi, insomma, anche la movida rischia di entrare in crisi: di qui la richiesta da parte degli esercenti di una stretta sulle licenze da concedere nel quartiere.
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