Pensionato travolto e ucciso sulle strisce

Breda di Piave, il portabandiera degli alpini centrato da un’automobilista in via San Pio X. È spirato tre ore dopo il ricovero
Di Rubina Bon
Allegranzi Breda di piave logo incidente mortale via san Pio X
Allegranzi Breda di piave logo incidente mortale via san Pio X

BREDA DI PIAVE. Novantenne travolto mentre attraversa la strada: muore dopo tre ore dall’incidente. La tragedia si è consumata nel pomeriggio di martedì in via San Pio X a Breda, davanti alle scuole medie. La vittima è Tarcisio Donadi, classe 1923, pensionato ed ex combattente. L’anziano, nonostante l’età, ogni giorno non mancava mai di fare una lunga passeggiata. Anche martedì pomeriggio aveva lasciato la sua casa in via Europa per il consueto giro a piedi. Attorno alle 16, giunto nei pressi del bar pizzeria “Fantasy”, uno dei punti dove si fermava sempre per quattro chiacchiere, la tragedia. L’anziano stava attraversando via San Pio X quando è stato travolto dall’auto condotta da una cinquantunenne di Breda. Dai primi accertamenti, a cui dovranno far seguito i riscontri da parte delle forze dell’ordine, pare che Tarcisio Donadi stesse attraversando sulle strisce pedonali e che la donna al volante non l’abbia visto, centrandolo in pieno. L’anziano è stato subito soccorso. In un primo momento le sue condizioni non sembravano gravissime: il novantenne, nonostante le fratture multiple riportate, era cosciente. Ma con il passare dei minuti, la situazione è precipitata. La corsa in pronto soccorso con l’ambulanza, il rapido peggiorare del quadro clinico. Attorno alle 19.20, Tarcisio Donadi si è spento. Ieri mattina i figli dell’anziano hanno effettuato il riconoscimento della salma in obitorio. Per i funerali sarà necessario attendere il nulla osta da parte della Procura della Repubblica di Treviso che sull’incidente, come da prassi, ha aperto un’inchiesta. Già oggi potrebbe arrivare il via libera dalla magistratura, così da consentire alla famiglia Donadi di poter celebrare il funerale tra domani e sabato nella chiesa di Breda. Tarcisio Donadi era nato a Ormelle il 1 marzo del 1923. Aveva lavorato come muratore in varie imprese edili della zona e per mantenere la famiglia, in un momento in cui nella Marca non c’era lavoro, era emigrato in Svizzera. Era rientrato alla fine degli anni Cinquanta e si era stabilito a Breda con la moglie Ilaria Girotto, morta l’11 maggio di quattro anni fa, e con i figli Margherita, Luciana, Giuliana e Lionello. Aveva combattuto la seconda guerra mondiale con gli Alpini. Andava molto fiero del suo cappello con la penna nera. Era stato anche decorato per la sua esperienza in battaglia. Donadi era un socio della sezione bredese dell’associazione dei combattenti e reduci di guerra e alcuni anni fa era stato anche nel direttivo. Era il portabandiera ufficiale del gruppo. Non amava tuttavia parlare con i familiari di quegli anni difficili al fronte. Era iscritto anche all’associazione degli Alpini. Aveva una grande passione per l’artigianato. Da giovane realizzava ceste e altri oggetti intrecciando il giunco. Durante le passeggiate in montagna che tanto amava, raccoglieva bastoni che intagliava, oltre che radici e sassi con forme strane che poi collezionava. Il novantenne non si separava mai dal suo “bastone tricolore”, un bastone che aveva decorato con i nastri dei colori della bandiera italiana e che aveva anche martedì, quando è stato investito. Fino a tre anni fa, Tarcisio Donadi aveva pure corso in bici. Faceva decine e decine di chilometri nei suoi giri. Lo aveva fermato solo una frattura alla clavicola. Ieri mattina la notizia della tragedia si è diffusa a Breda. Le campane della chiesa hanno dato il triste annuncio alla comunità che ora attende di conoscere la data delle esequie per dare a Tarcisio Donadi l’ultimo saluto.

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