Pederobba, patente di integrazione a chi lavora per il Comune
L’attestato agli stranieri che si impegneranno ad aiutare la comunità. Secondo le sentenze del Tar, il documento è utile al permesso di soggiorno

Con il volontariato i ragazzi stranieri con permesso di soggiorno temporaneo che risiedono a Pederobba potranno ottenere la “patente dell’integrazione”, un’attestazione da far valere al momento di rinnovare i documenti o la richiesta di asilo.
Dalla sentenze del Tar
Non esiste oggi una normativa che codifichi il tema, ma in Comune sono partiti da alcune sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, che hanno accolto i ricorsi di chi vedendosi negare il rinnovo del permesso di soggiorno, aveva fatto valere, tramite i propri legali, attività svolte con la Caritas o altre associazioni di volontariato.
Da Pederobba hanno quindi interpellato la questura per sapere se effettivamente una attestazione del genere potesse poi costituire titolo di merito. Una volta verificato che effettivamente la patente di integrazione è uno strumento utile, il Comune ha dato avvio al Progetto di cittadinanza attiva e volontariato civico.
Ad innescare il tutto in realtà è stata una richiesta di alcuni giovani stranieri che avevano chiesto di fare del volontariato per il Comune o per associazioni del territorio.
Gli stranieri a Pederobba
A Pederobba l’incidenza di popolazione straniera è significativa, e per questo il sindaco Marco Turato ha cercato un modo per far fruttare la generosità dei suoi giovani concittadini.
Sarà il primo progetto del genere varato da un Comune, almeno in Veneto, e se i risultati e la sua efficacia saranno dimostrati dai fatti, potrà fare da apripista ad iniziative analoghe da parte degli altri municipi. Il gruppo di ragazzi stranieri - inizieranno in cinque o sei - è destinato ad aumentare man mano che il progetto entrerà nel vivo.
Le attività
Tra le attività che svolgeranno la manutenzione dei parchi pubblici, il supporto alle attività di protezione civile, volantinaggio e distribuzione di materiale informativo relativo a eventi, manifestazioni culturali, sportive e turistiche promosse o patrocinate dal Comune, supporto logistico e informativo durante lo svolgimento delle manifestazioni.
Al termine del progetto verrà dato loro un attestato di integrazione nella comunità da far valere in sede di esame delle pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno e delle richieste di asilo.
«Si tratta» dice il sindaco di Pederobba, Marco Turato, «di un vero e proprio percorso di integrazione certificata, perché insegniamo il rispetto del bene comune e la lingua italiana sul campo a chi si prende cura dei nostri parchi e aiuta la protezione civile dimostrando nei fatti di voler far parte della nostra comunità. È una risposta concreta che unisce decoro urbano e sicurezza sociale. Le attività previste diventano poi un modo per farli interagire con la popolazione, parlare l’italiano e rendersi utili a tutti. Insomma trasformiamo il tempo dell’attesa dei documenti in un tempo di valore per il Comune».
Come detto la “patente di integrazione” dovrà poi essere presentata in questura dai ragazzi per dimostrare il loro radicamento sociale e la volontà di essere parte attiva della comunità italiana. «Il comune di Pederobba» sottolinea l’assessore alle politiche sociali Marisa De Bortoli, «ha ritenuto di sfruttare l’opportunità rappresentata da questa nuova nicchia di volontariato e lo ha fatto attraverso la strada più corretta e sicura che è l’istituzione di un “Progetto di cittadinanza attiva e volontariato civico” perché evita rischi di contenzioso con l’ispettorato del lavoro inquadrando correttamente l’attività non come lavoro, ma come percorso di integrazione e tutela del bene comune» .
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