Paura sullo strapiombo salvati tre escursionisti

Gli amici trevigiani si sono persi durante un’arrampicata in Val Nassa Si sono ritrovati in piena notte su una parete di roccia alta cento metri
Di Vera Manolli

VALDOBBIADENE. Avventura da incubo per tre escursionisti trevigiani in Val Nassa, a Cismon del Grappa (nel Vicentino). È stata una notte di paura per tre amici messi in salvo ieri all’alba dagli uomini del Soccorso Alpino della Pedemontana del Grappa. L'allarme è scattato intorno alle 20.30 di giovedì sera quando uno dei tre, Roberto Rebuli, di Valdobbiadene, resosi conto della situazione di pericolo, ha allertato i soccorritori. Quella che doveva essere una giornata di svago in mezzo alla natura, in pochi istanti, per i tre amici, si era trasformata in un vero e proprio incubo: alla fine si sono ritrovati bloccati per sette ore su uno strapiombo di cento metri, sopra una gola, senza più riuscire ad andare né avanti né indietro senza correre percolo di vita.

Nel primo pomeriggio di giovedì il 48enne di Valdobbiadene assieme ai suoi compagni di avventura, P.P., 51 anni, di Nervesa della Battaglia e G.F. 68 anni, residente a San Biagio di Callalta, era dunque partito da Valdobbiadene per un’arrampicata in Val Nassa. Dopo alcune ore di escursione, i tre amici dai prati della Magnola sono scesi verso Cismon del Grappa. Qui è successo l’imprevisto che poteva trasformare l’avventura in una tragedia. Ad un certo punto i tre hanno perso l’esatto senso della loro posizione, smarrendo la traccia del sentiero numero 29 che li avrebbe riportati in sicurezza verso valle. Sbagliando percorso, hanno iniziato a percorrere la Val Nassa con corda e qualche imbrago. Dei tre escursionisti, quello più esperto era proprio Rebuli, che lavora in una ditta che esegue lavori in altezza, e che è un grande conoscitore della montagna con diversi anni di esperienza come alpinista. I tre compagni, pur resisi conto di essersi smarriti, non si sono persi d'animo e si sono avventurati nella valle addentrandosi sempre di più nella fitta vegetazione tra le rocce. Assieme hanno percorso anche alcuni piccoli tratti di parete verticale costeggiando il corso d'acqua che si trova nella gola. All'improvviso, arrivati sopra un salto di roccia con uno strapiombo di un centinaio di metri di altezza, e a quel punto sono rimasti bloccati senza avere la possibilità di poter andare avanti. E così non potendo più risalire e neppure tornare indietro sono rimasti intrappolati per ore nello stesso punto. Vista la gravità della situazione e il pericolo incombente di una lunga notte all’adiaccio, il 48enne ha chiamato il 118 che ha allertato una squadra del Soccorso Alpino della Pedemontana del Grappa capitanata da Mark Fiorese. La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente: grazie ad una applicazione in dotazione al Soccorso Alpino, è stato inviato un messaggio sullo smartphone di uno dei tre. Tramite l' apposito link, trovandosi fortunatamente i tre in un luogo coperto dalla rete di da telefonia mobile, è stato possibile risalire alle precise coordinate Gps del punto in cui si trovavano gli escursionisti. Gli otto soccorritori, (con loro anche due infermieri), si sono divisi in due squadre. Con una manovra “a tenaglia”, una è partita da monte, mentre l'altra dalla valle. Dopo un progressivo avvicinamento delle due squadre al punto in cui si trovavano i tre amici, gli escursionisti sono stati finalmente raggiunti. Gli uomini del Soccorso Alpino hanno dovuto lavorare per diverse ore su pareti scoscese: l'intervento di è concluso intorno alle 3.30 della notte tra giovedì e venerdì. I tre amici sono stati aiutati anche da un tecnico, appositamente calato, che ha provveduto ad attrezzare e assicurare gli ancoraggi necessari, per consentire le manovre di recupero in sicurezza. I tre uomini, nonostante si trovassero in una zona impervia, sono rimasti fortunatamente illesi, e uno alla volta sono stati sollevati per contrappeso da un'altezza di una quarantina di metri. I tre, una volta ritornati sul sentiero, hanno potuto tirare un sospiro di sollievo e dopo aver raggiunto i mezzi dei soccorritori sono stati riaccompagnati alla loro auto per rientrare a casa e, finalmente, poter così riabbracciare le loro famiglie. Anche i parenti, in costante contatto telefonico, hanno infatti vissuto ore di paura e di grande apprensione.

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