Patteggia per il tentato furto di cavi elettrici in ferrovia: rimpatriato

Nella notte del 29 dicembre scorso il trentanovenne era stato fermato con la refurtiva dalla polizia e arrestato in flagranza di reato

Il deposito delle ferrovie a Treviso
Il deposito delle ferrovie a Treviso

Si era introdotto nella notte del 29 dicembre scorso all’interno del deposito ferroviario di via Monterumici a Treviso assieme a due complici per rubare 52 bobine di cavi elettrici in lega di alluminio ma era stato fermato poco dopo con la refurtiva dalla polizia e arrestato. Il trentanovenne, di nazionalità albanese e già pregiudicato per reati contro la persona e contro il patrimonio, ha patteggiato la pena di un anno e otto mesi di reclusione, ora sostituita con l’espulsione dall’Italia e il divieto di reingresso per la durata di dieci anni.

Venerdì scorso il questore di Treviso Alessandra Simone ha disposto l’accompagnamento immediato alla frontiera dell’uomo. Il trentanovenne è stato preso in carico dai poliziotti dell’Ufficio immigrazione e imbarcato su un volo con destinazione Tirana.

L’arresto

L’uomo – in concorso con due connazionali - aveva asportato dal deposito ferroviario oltre 52 bobine di cavi elettrici in lega di alluminio e, dopo un breve inseguimento, era stato arrestato in flagranza di reato. In quell’occasione erano stati sequestrati numerosi attrezzi da scasso, utilizzati dai responsabili per tagliare le recinzioni metalliche e per fare accesso al deposito.

L’attività si inserisce nel costante impegno della polizia volto ad allontanare cittadini non in regolari in Italia e pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica.

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