Passeggia con il cane sull’argine dello Zero e trova una bomba

MOGLIANO. Cammina con il cane lungo il fiume e trova una granata della guerra: ieri l’intervento degli artificieri dell’arma. Un’ogiva d’artiglieria di circa 30 centimetri è stata ritrovata sull’argine dello Zero, nel quartiere centro sud, all’altezza di via Fratelli Bonotto. Un moglianese stava passeggiando lungo l’argine quando si è accorto fortuitamente della presenza dell’ordigno. Dopo il ritrovamento, il terzo avvenuto quest’anno nel territorio moglianese, si sono quindi attivate le forze dell’ordine per le procedure di messa in sicurezza. Una prima ricognizione da parte della polizia locale e dei carabinieri sul posto si è verificata a fine novembre. Il punto in questione è stato interdetto al transito di persone o altri mezzi.

Ieri è intervenuto il genio guastatori e l’ordigno è stato fatto brillare. Si trattava di una bomba potenzialmente pericolosa per l’instabilità della spoletta, se maneggiato da mani inesperte l’ordigno avrebbe potuto esplodere causando seri danni. Ancora una volta nei pressi dei corsi d’acqua emergono questi resti del conflitto. A fine estate un agricoltore di Bonisiolo, arando un campo di sua proprietà, si era imbattuto in un dispositivo simile, più grande ma meno pericoloso. Si trattava in quel caso di una vera e propria bomba, urtata passandoci di fianco col trattore, che è poi rimasta sul posto in attesa di un intervento del reparto artificieri delle forze dell’ordine. Ad inizio anno invece durante i lavori di sistemazione degli argini del canale Fossa Storta tra via Pitagora e via dei Tulipani era stata ritrovata, anche in questo caso vicino al corso d’acqua, un ulteriore residuato bellico. Trattantosi di un’area molto frequentata il sindaco in quel caso aveva emanato un’ordinanza per sgomberare lo spazio necessario ai tecnici per operare.

La Grande Guerra, che vide il territorio moglianese sede del comando della Terza Armata e di numerose altre funzioni militari, continua dopo oltre cent’anni ad offrire le sue pericolose testimonianze. —

Matteo Marcon



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