Parco Stella, tre mesi dopo «Macerie da demolire subito»

ODERZO. Lo «scheletro» di quello che era l’ala ovest del Parco Stella è recintato da transenne. Vietato avvicinarsi, anche per ragioni di sicurezza. L’area è sottoposta ancora a sequestro di polizia giudiziaria, in attesa della conclusione dell’inchiesta.
A novanta giorni esatti dal rogo che, in meno di un quarto d’ora, ridusse a cenere il parco commerciale opitergino, la situazione è ancora bloccata. Unieuro ed EuroBrico cercano di riaprire altrove, i proprietari spingono per il dissequestro e per la demolizione dei rottami, i sindacati cercano di tutelare i lavoratori, alcuni dei quali costretti a lunghe trasferte.
L’incendio del 25 febbraio scorso ha devastato completamente l’ala ovest: lungo e complicato l’intervento dei pompieri, durato tutta la notte. Il giorno successivo gli altri negozi ripresero normalmente la loro attività, alzando le serrande ed accogliendo i clienti. Per Unieuro ed EuroBrico è iniziata una lunga trafila: assicurazioni, personale, smaltimento dei rottami.
«Ci stiamo riprendendo, ma abbiamo subito un danno importante negli scorsi mesi» spiega una commessa di uno degli negozi. Ancora oggi sono molti i clienti che si lamentano del fatto che lo stabilimento andato a fuoco pare preso di peso da una scena di "Star Trek". «Devono fare in fretta e buttare giù quello scheletro» è la loro richiesta.
L'area, infatti, è stata posta sotto sequestro ormai il 26 febbraio scorso, e da allora ci sono entrati solo i vigili del fuoco per eseguire alcuni sopralluoghi. La situazione non sembra aver avuto grosse accelerazioni, da allora. La differenza dell'altezza dell'erba attorno agli stabili andati in fumo e quella più vicina al "Central Park Cafè", il bar del parco commerciale, fotografa la situazione: da una parte è alta mezzo metro, dall'altra pochi centimetri. I 40 che lavoravano all'EuroBrico e all'Unieuro hanno avuto destini duri. A chi aveva contratti a termine non è stato confermato il posto di lavoro. I lavoratori assunti con contratti a tempo indeterminato, invece, sono stati trasferiti in altre sedi delle due aziende. C'è stato chi ha iniziato a lavorare in provincia di Milano e chi a Jesolo. Per raggiungere il posto di lavoro ci impiega anche un paio d'ore, complice il grande traffico che va verso il mare nelle belle giornate estive. E tutto questo per lavorare quattro ore. Anche per la riapertura dei negozi il futuro è incerto. Una trattativa per riaprire il negozio Unieuro presso gli stabili sopra il supermercato Visotto è ancora in corso. Anche EuroBrico sembra intenzionato a rimanere a Oderzo, anche se non si sa in quali stabili. «Collaboreremo con le due aziende garantendo loro dei tempi stretti per la concessione delle autorizzazioni necessarie a farli riaprire nel territorio opitergino» ha assicurato la sindaca Maria Scardellato.
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