Pannoloni nei bidoni Il Comune paga l’extra a tutte le famiglie
Da ottobre le famiglie con patologie croniche non dovranno più pagare l’extra per il bidone aggiuntivo per pannoloni o altri presidi medici. A venire in soccorso al migliaio di famiglie che ne usufruiscono è Ca’ Sugana, che ha stanziato 50 mila euro all’anno per annullare la spesa che oggi questi trevigiani trovano nella bolletta dei rifiuti. Una possibilità che viene fornita a prescindere da reddito e da Isee, e che andrà incontro soprattutto agli anziani e ai nuclei familiari con disabili. «Siamo i primi in tutto il bacino Priula a compiere questa operazione», dice l’assessore Alessandro Manera, «Speriamo che altri Comuni ci seguano».
Oggi le famiglie con componenti che hanno patologie croniche che costringono ad utilizzare pannoloni o altri presidi medici - per esempio le sacche per stomie - possono utilizzare una contenitore dei rifiuti specifico. E nel caso in cui certifichino la loro situazione di “disagio sanitario” e abbiano un Isee fino a 18mila euro, possono ottenere uno sgravio. Il Comune di residenza può farsi carico di un terzo della spesa per gli svuotamenti. Dal primo di ottobre invece Ca’ Sugana annullerà completamente la parte variabile della tariffa, quella legata al numero degli svuotamenti, facendosene carico totalmente, e a prescindere dal reddito. «Si tratta di un passo importante, atteso da tempo dai famigliari delle persone con disabilità e da chi è non autosufficiente», sono le parole dell’assessore ai servizi sociali Gloria Tessarolo. «La richiesta è arrivata direttamente dalle famiglie e dalle associazioni, e da subito ci siamo mossi per capire come sostenere tante famiglie che devono sopportare oneri di smaltimento anche pesanti per situazioni sanitarie complesse». «Un aiuto importante», ha ribadito Maurizio Sforzi, direttore del distretto sanitario Treviso Sud, «che va incontro alle famiglie, che in questi mesi si sono fatte carico, più che in passato, del sostegno dei loro cari. Si è detto che questa era prima una crisi sanitaria, che sarebbe diventata economica e poi sociale. Ora siamo a cavallo delle ultime due fasi». —
f. c.
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