Palazzo Giacomelli rinasce: restyling “made in Treviso”

Ottocentomila euro per trasformare Palazzo Giacomelli in un edificio moderno, ecosostenibile, capace di ospitare gli eventi di Unindustria ma anche mostre. Questo il progetto della fondazione dell’as...

Ottocentomila euro per trasformare Palazzo Giacomelli in un edificio moderno, ecosostenibile, capace di ospitare gli eventi di Unindustria ma anche mostre. Questo il progetto della fondazione dell’associazione di Industriali di Treviso che aprirà anche un concorso per selezionare chi si aggiudicherà l’appalto del restyling della sua sede di rappresentanza. Il vincolo, su tutto, è essere aziende trevigiane associate.

Unindustria non farà deroghe, per la riqualificazione radicale del grande palazzo che affaccia sul Sile, a Riviera Garibaldi, chiede l’iscrizione all’Ance Treviso (associazione costruttori) per i concorrente principale, e l’iscrizione a Unindustria o al sistema Confindustria da almeno un anno per i subappaltatori in regola con iscrizione e pagamenti.

Lavoro per le aziende del territorio, questa la filosofia del progetto. Il restyling, pianificato da un altro studio trevigianissimo come Mzc, prevede la riqualificazione strutturale ed energetica di tutto l’edificio e la ristrutturazione anche artistica degli spazi, più la realizzazione di un ascensore che renda accessibili ai disabii tutti i piani dell’edificio, nell’ottica anche di ospitare grandi eventi. Palazzo Giacomelli polo museale? Anche. L’associazione guarda con interesse alla possibilità di ospitare mostre, ma anche manifestazioni legate ai suoi stessi prodotti interni, in primis – magari – i risultati dei corsi di design dello Iuav.

Il dialogo con la Soprintendenza ai beni artistici del Veneto è stato lungo e complesso, anche perchè l’immobile, edificato alla fine del XVII secolo, pregiatissimo, ospita un importante ciclo di affreschi decorativi di Luigi Dorigny in massima parte sconosciuti ai più (che Unindustria pare voglia rendere il più possibile accessibili) e una grande quantità di stucchi e decori che verranno rimessi a nuovo così come cancellate, corrimano in ferro e quant’altro caratterizzi il palazzo progettato da Andrea Pagnossin che dopo l’intervento punta a diventare in tutto e per tutto ecocompatibile. I lavori, da contratto, dovranno iniziare entro il 4 novembre per terminare nel giro di 330 giorni. Undici mesi si restauro vincolatissimi e sorvegliatissimi.

A dimostrare come Palazzo Giacomelli voglia aiutare tutto l’orizzonte economico trevigiano, un’altra piccola, ma importantissima clausaola da rispettare: «Concorrenti e subappaltatori sono tenuti, dove possibile, a utilizzare beni e servizi provenienti da imprese associate a Unindustria Treviso». «Made in Treviso», rigorosamente.

Federico de Wolanski

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