Palasport, ricorso al Tar «Espropri illegittimi»

L'avvocato attacca: «L'atto del Comune dopo 18 anni non è più valido»
CONEGLIANO. Il Palasport di Campolongo finisce al Tar per la questione degli espropri. Ad annunciarlo l'avvocato Luciano Faraon, legale di alcuni proprietari, vittime di un esproprio «invisibile» su terreni di cui hanno conservato il possesso, continuando a coltivarli e pagando le imposte.

«Abbiamo atteso con pazienza che l'amministrazione comunale commettesse un errore. E l'ha commesso, facendo un'azione confessoria - ha detto l'avvocato del Foro di Roma con uno studio a Spinea -, con lo stato di consistenza effettuato 18 anni dopo l'espropriazione che si assume illegittima». L'11 giugno scorso lo stato di consistenza, atto contestuale alla presa di possesso di un terreno, è stato fatto in 2 nuovi lotti, che l'amministrazione comunale, tramite la Cogemar, vorrebbe pagare ai proprietari come terreni agricoli, mentre la destinazione futura è di tipo commerciale. Il 2 luglio è stato rilevato lo stato dei luoghi nel vecchio fondo, terreno sul quale però pende una causa, presso il Tribunale di Treviso, per la retrocessione, ovvero la restituzione dei terreni.


I ricorrenti ritengono infatti che i termini di legge per l'esproprio, in base al decreto di occupazione d'urgenza, risalente al 1981, siano scaduti, visto che sono passati più dei 5 anni previsti dal decreto. In più lo stato di consistenza arriva solo adesso. «Se ci fosse stato il reale possesso da parte dell'amministrazione comunale in seguito ad una corretta espropriazione questo atto non si sarebbe reso necessario. E anzi, questo atto conferma la nullità dell'esproprio - ha ribadito Faraon -. Andiamo al Tar, chiedendo la nullità dell'esproprio di 18 anni fa e l'illegittimità degli attuali espropri, anche perché il prezzo offerto è quello agricolo, mentre è evidente che la destinazione è commerciale». A tutto ciò si aggiunge lo sbarramento dell'ingresso agli espropri precedenti e l'interdizione dell'accesso ai nuovi, avvenuto qualche giorno fa, e oggetto del rilievo del geometra Alberto Vezzalini, consulente tecnico di parte, la cui relazione sarà parte integrante della richiesta di sospensiva e dell'illegittimità dell'azione possessoria.

Il Piruea Porta San Giuseppe, piano approvato nel luglio di 2 anni fa dal consiglio comunale e che prevede un accordo coi privati per il completamento del nuovo palasport comunale e delle strutture collegate in cambio di insediamenti privati, uffici e appartamenti, ma soprattutto un ipermercato da 244.963 metri cubi, rischia, ancora una volta, rallentamenti.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso