L’Osteria Arman chiude per due mesi causa lavori: «Manutenzioni non rinviabili»
Il titolare Zanotto: «Cucina e bagni da rinnovare, ma ripartiamo a fine agosto e non vi preoccupate, l’anima del locale rimarrà la stessa»

«Un locale è come un’auto d’epoca: deve rimanere quella che tutti conoscono e amano, ma ogni tanto bisogna tirarla a lucido per ripartire con la marcia giusta». Stefano Zanotto, titolare della storica Osteria Arman, vuole rassicurare la clientela.
Da lunedì, per la prima volta negli ultimi 23 anni, il ristorante si concede una pausa di due mesi. Ma giusto per il tempo necessario a concludere interventi di manutenzione «non più rinviabili». Non c’erano molti dubbi sul cartello «chiuso per lavori» comparso al civico 27 di via Manzoni.
Gli interrogativi riguardavano piuttosto le tempistiche. «Contiamo di riaprire per fine agosto», promette il titolare, impegnato con i collaboratori a svuotare le sale per l’arrivo degli operai.
Cosa cambia
«L’anima del locale rimarrà la stessa: travi e mattoni a vista, quell’atmosfera tipica che i clienti apprezzano da sempre», spiega Zanotto, «però, dopo 23 anni, è arrivato il momento di intervenire su spazi e impianti».
I lavori interesseranno cucina e servizi igienici. «Il cuore operativo sarà completamente ripensato: sostituiremo i vecchi macchinari con attrezzature più efficienti e consumi energetici contenuti», prosegue, «è un investimento che migliorerà il lavoro in cucina e ci permetterà di essere più sostenibili».
Anche i bagni saranno completamente rinnovati. «Daremo una bella rinfrescata a tutto il locale, sistemeremo il bancone e altri dettagli», continua il titolare, «ma senza snaturare la nostra identità».
La ripartenza
Il titolare guarda con fiducia alla ripartenza. Un anno fa, invece, la situazione era ben diversa.
La difficoltà nel reperire personale aveva costretto il locale a ridurre l’attività in piena estate.
«Non avevo altra scelta: a quel punto ho preferito tenere aperto nei feriali per i pranzi e sacrificare una giornata importante come quella del sabato, ma non potevo davvero fare altrimenti», aveva spiegato allora Zanotto.
«Da gennaio siamo riusciti a costruire una squadra solida di dieci persone tra cucina e sala», aggiunge. A contribuire alla stabilità del gruppo è stata anche una diversa organizzazione del lavoro: l’osteria rimane chiusa la domenica per gran parte dell’anno, una scelta che «permette ai dipendenti di conciliare professione e vita privata».
Ora lo sguardo è rivolto al futuro. «Due mesi senza incassi rappresentano inevitabilmente un sacrificio», ammette Zanotto, «ma la speranza è che la lunga storia dell’Osteria Arman, che ormai ha superato la soglia dei 150 anni, abbia costruito un patrimonio di fiducia destinato a sostenere anche questa breve interruzione estiva».
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