Lo strano caso dell’orologio della stazione di Treviso sparito dopo il restauro
L’orologio presente dagli anni Cinquanta sulla facciata della stazione è stato tolto durante il restauro ma era prevista la sua ricollocazione. Che ad oggi non è avvenuta. Ca’ Sugana non ne sa nulla: «Rimetterlo tocca a Rfi»

Ottobre dovrebbe essere il mese dell’annunciata e attesissima fine dell’odissea del cantiere per la riqualificazione della stazione dei treni di Treviso, un intervento che doveva durare due anni, e taglierà il traguardo forse più vicino ai 4 anni e mezzo. Ed è proprio la prossima scadenza del cantiere a scatenare una domanda, banale se volete, ma oggi comunissima trai trevigiani: e l’orologio?
Da che sono stati smantellati i pannelli che coprivano la facciata, il grande tondo bianco a lancette nere (e, ancor prima, a colori invertiti) non c’è più. Ci sono splendenti blocchi di pietra color ocra, ma non c’è altro. Tutti si aspettavano che la sparizione fosse temporanea, ma da quando i lavori nella hall e sull’edificio sono finiti, dell’orologio non c’è traccia. A guardar bene la nuova facciata poi, lì dove l’orologio guardava piazzale Duca d’Aosta dagli anni Cinquanta, non c’è segno di punti di ancoraggio o fori per il meccanismo.
L’orologio della stazione va ben oltre la sua utilità materiale. Come prima c’erano orologi da taschino o da polso, oggi ci sono smartwatch e telefonini che hanno trasformato un qualsiasi quadrante orario o in un accessorio puramente estetico, o in un elemento di dubbia utilità. Ma l’orologio della stazione, così come quello sul palazzo delle Poste (per non scomodare la torre civica), ha valore come punto di riferimento, cittadino più che temporale. Ed è quello che tantissimi trevigiani oggi sentono di aver perso. Le discussioni sul tema si sprecano, basta porre la domanda: che fine ha fatto l’orologio della stazione? Tutti ne hanno notato la scomparsa, tutti attendono torni. Ma lo farà?
Le immagini della futura stazione dei treni presentate anni fa lo riportano. Il tondo è lì con tanto di scritta “Treviso”. Ma adesso che i lavori sono conclusi non c’è né l’uno né l’altra, e le impalcature sono state smontate.
«Immagino che verrà re-installato», dice l’assessore ai lavori pubblici di Treviso, non senza perplessità, «ma non è una cantiere che seguiamo noi. Si tratta però, suppongo, di una questione già ben discussa con la Soprintendenza». Si promette attenzione. Intanto, ai cittadini che passano davanti allo scalo ed erano abituati a buttare un rapido sguardo all’ora, manca qualcosa.
E ovviamente ancor più ai pendolari, a cui quell’ultimo controllo orario prima di infilarsi nel tunnel che porta ai binari dava conforto, o fretta, a seconda. E c’è chi ci ride su: far sparire l’ora, in un cantiere in assoluto ritardo, è perfetto.
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