Ora Quinto spera cambi tutto «Il 50% dei decolli su Treviso»

«Ora si dividano i decolli con Treviso a quota 50 e 50». A parlare è Mauro Dal Zilio, vicesindaco di Quinto e simbolo, assieme al comitato dei residenti, della battaglia contro lo sviluppo incondizionato dell’aeroporto Canova.

La sospensione dell’approvazione del progetto firmato da Save riguarda anche il tema delle ricadute ambientali, e dell’equilibrio tra Treviso e Quinto, ai due capi opposti della pista. Dal Zilio ben lo sa, e proprio per questo batte il ferro della battaglia innescata quand’era sindaco. Una battaglia che sosteneva un principio di «equità» che a furia di insistere ha fatto breccia permettendo al suo Comune di scaricare sul capoluogo il 21% dei decolli (così decretava l’ultimo definitivo parere della commissione Via). Ora, col nuovo stop, l’occasione di provare a ottenere di più: dividere in parti uguali il numero di voli che partono in direzione Quinto con quelli che partono in direzione Treviso.

Senza contare che il Comune della cintura aveva ufficializzato anche la richiesta che nei mesi estivi, dalle 19. 30 alle 23, tutti i voli decollassero verso il capoluogo. «Lo stop del ministero è l’occasione per ribadire che i disagi creati dai decolli vanno assorbiti da entrambi i Comuni: pertanto che il 50% dei decolli sia effettuato verso Treviso e la restante metà verso il mio Comune, che già subisce da troppo tempo tutte le problematiche» sottolinea Dal Zilio, che nella giunta di Stefania Sartori detiene la delega all’aeroporto, «I cittadini di Quinto non sono di serie b rispetto a quelli di Treviso. Il ministero faccia giustizia».

Impossibile dimenticare poi che la stessa Save, nei documenti inviati al ministero nel 2018 considerava più sostenibile anche un’ulteriore diversa ripartizione dei voli: non il 21% dei decolli su Treviso ma il 34%. Che si alzi l’asticella al 50% per ottenere comunque un guadagno, a detta di Save, possibile? –

A. B. V.

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