Offese social ai vigili di Castelfranco, querele agli autori

Dura reazione del comando della polizia locale e del Comune ai commenti offensivi per il quartetto “cacciato” dalla piazza

CASTELFRANCO. Quartetto d’archi non autorizzato e “sloggiato”, il Comune pronto a querelare gli autori di commenti ingiuriosi apparsi sui social in reazione alla vicenda accaduta venerdì mattina in piazza Giorgione. Tutto era partito da un post dove si segnalava che il gruppo di musicisti “Le corde del Mondo”, un quartetto di studenti del Conservatorio di Venezia, era stato “cacciato” dagli agenti della polizia locale. Un episodio che in poco tempo ha visto fioccare centinaia di commenti sui gruppi social cittadini, che in gran parte criticavano la solerzia dei vigili in questa occasione.

La versione della polizia locale è però diversa: nessun allontanamento, solo la richiesta se il gruppo avesse chiesto l’autorizzazione al pubblico spettacolo prevista dalle normative comunali. Alla risposta negativa venivano informati sulla modalità di mettersi in regola e a quel punto il gruppo interrompeva l’esibizione, probabilmente per adempiere alle procedure.

«È stato sconcertante constatare quanto si è, da subito, originato nei social nei confronti della polizia locale – dichiara il Comune in una nota – commenti offensivi, parole denigratorie e false accuse, che hanno leso l’onore e il prestigio del corpo, nonché calpestato con disinvoltura la dignità dei singoli lavoratori. Anzitutto nessuno è stato “sgomberato” o “cacciato”, e la polizia locale è stata offesa e diffamata per aver compiuto il proprio dovere. Dovere che include anche vigilare sul rispetto delle regole per una civile convivenza».

Epiteti come «schifo di vigili», ma anche «corrotti», erano ieri ancora visibili in alcuni social, altre ingiurie ben più gravi sono state tempestivamente cancellate dagli amministratori dei gruppi. «Le iniziative musicali sono ben accolte purché nel rispetto delle norme vigenti che l’amministrazione si sta comunque impegnando ad aggiornare – dichiara il sindaco Stefano Marcon in riferimento al regolamento sugli artisti di strada che approderà in consiglio comunale – Il gruppo musicale in questione troverà sicuramente spazio conciliando la propria attività con le modalità consentite».

Ma i commenti offensivi non sono passati inosservati: «Bisogna precisare che si può esprimere il proprio pensiero anche in modo civile – dichiara la comandante della polizia locale, Pina Moffa – C’è la convinzione che sui social si possa scrivere qualsiasi cosa senza conseguenze, ma chi scrive, spesso, non se ne rende conto. Si ricorda che i messaggi a contenuto lesivo dell’onore e della reputazione di un soggetto, integrano il delitto di diffamazione previsto dall’articolo 595 del codice penale. L’offesa, una volta pubblicata sul social, raggiunge più destinatari e assume pertanto un carattere pubblico. Per questo si sta valutando di procedere con querela». —




 

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