Addio a Veronica, l’oss con il sorriso: aveva 38 anni

Il ricordo del marito Alessandro: «Era una leonessa. Non era la sua malattia a definirla, ma la sua immensa voglia di vivere». Veronica, a causa della malattia, aveva dovuto affrontare quattro interventi dal 2022

Savina Trevisiol
Veronica Sorrentino
Veronica Sorrentino

«Non era la sua malattia a definirla, ma la sua immensa voglia di vivere», Alessandro Coppola affida a queste parole il ricordo della moglie Veronica Sorrentino, residente a Oderzo, scomparsa mercoledì 1 luglio a 38 anni dopo una lunga malattia.

Un percorso iniziato nel 2022 e affrontato con quattro interventi, una prima ripresa che aveva riacceso la speranza e, infine, il ritorno del tumore fino al quarto stadio con metastasi. «Era una leonessa», racconta il marito, che negli ultimi anni le è rimasto accanto senza mai lasciarla sola. Residente a Oderzo, Veronica lavorava come operatrice socio sanitaria all’ospedale della città.

Per molti anni aveva prestato servizio nel reparto di medicina, poi alla gastroscopia. Da tempo era assente dal lavoro a causa della malattia, ma era rimasta dipendente dell’Ulss fino alla sua scomparsa.

La storia d’amore con Alessandro era iniziata diversi anni fa e nel 2020 i due erano diventati una coppia. Dopo la diagnosi decisero di non rinviare i loro progetti: il 15 luglio 2023 si sposarono con rito civile e l’anno successivo celebrarono il matrimonio religioso nella chiesa di Mignagola, dove avevano condiviso anche l’esperienza del coro parrocchiale.

Lo scorso anno Veronica era riuscita a lasciare la Casa dei gelsi dopo due mesi di ricovero, prima del nuovo aggravamento che, circa due settimane fa, ha reso necessario un ulteriore ricovero. Alessandro, attualmente in congedo dal lavoro alla Cm Taglio Laser di San Biagio, aveva scelto di dedicarle ogni istante.

«Ho cercato di renderla felice fino all’ultimo. Sono diventato dottore, infermiere e oss per lei, ventiquattr’ore su ventiquattro. Di notte cercavo anche di inventarmi qualche lavoro che portasse un introito». Oggi trova la forza di dire soltanto: «Adesso libero il mio grido di dolore. Poi cercherò di tornare al mio lavoro». Sabato 4 luglio, alle 10.30, la chiesa di Mignagola, dove Veronica e Alessandro avevano pronunciato il loro sì nel 2024, accoglierà l’ultimo saluto della comunità.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso