«Nuove piazze, tutti soldi buttati»

Bilancio dei primi tre anni del mandaco del sindaco Manildo, continuano le reazioni. Mario Conte, capogruppo della Lega a palazzo dei Trecento: «L’Arca di Manildo fa acqua da tutte le parti. Com’era prevedibile a inizio mandato, le grandi contraddizioni interne alla maggioranza stanno paralizzando qualsivoglia attività amministrativa. Un sindaco in difficoltà costretto a fare l’equilibrista per tamponare le evidenti mancanze della sua squadra di governo, incapace di dare la tanto sventolata svolta ma purtroppo molto abile nel distruggere ciò che di buono era stato fatto dalle amministrazioni precedenti leghiste. Su tutto balza all’occhio il netto peggioramento in ambito di sicurezza e pulizia della città, il fallimento della pedonalizzazione. E non si sente parlare di quartieri, nei programmi della giunta, mentre le fasce deboli sono destinate a rimanere tali perché gli investimenti sono stati destinati tutti a opere di facciata. Peccato che l’abito non faccia il monaco. Unica nota apparentemente positiva, il ritorno delle grandi mostre, ma è merito solo di Goldin». Davide Acampora, capogruppo di Fratelli d’Italia: «A distanza di tre anni dall’elezione di Manildo la situazione è a dir poco allarmante: la città risulta sempre più insicura e sporca, con a tratti una totale incuria del verde pubblico, della pulizia delle strade e del decoro urbano. L’incapacità di gestire la sicurezza e la tutela dei cittadini è sotto gli occhi di tutti. Assistiamo, inoltre, giorno dopo giorno, a un proliferare di negozi sfitti a causa della mancanza di politiche serie e incisive a sostegno del commercio urbano, per non parlare dello sperpero di denaro pubblico per la realizzazione di opere inutili come la nuova piazza Rinaldi, la nuova piazza Santa Maria dei Battuti e l’infruttuoso parcheggio di via Da Milano. Infine: il degrado incalzante dei quartieri periferici non è altro che la ciliegina sulla torta». Andrea De Checchi, capogruppo di Forza Italia: «Per me l’insufficienza è larga. E questo deriva da una debolezza: hanno vinto contro di noi, non per proporre qualcosa. Da qui la paralisi. E siccome la coalizione è troppo ampia, non hanno una linea comune, vedi il braccio di ferro tra favorevoli e contrari allo sgombero della ex caserma Piave e al Gay Pride. Eterne mediazioni. Ma poi, vedi il Gay Pride, il Comune dà il patrocinio ma a patto che il percorso non passi davanti al Duomo. Io non lo avrei mai dato, il patrocinio. Ma se uno lo dà, poi non può porre simili condizioni».
Dal fronte della maggioranza, Luigi Calesso di Impegno Civile: «Checché ne dicano le opposizioni, la cultura è l’ambito su cui l’amministrazione ha giocato le sue carte nei primi due anni con i lavori a Santa Caterina, la mostra di Escher, il rilancio del Bailo, festival, mostre, manifestazioni come la città non ha mai visto. E ora tocca al completamento di Santa Caterina, a Goldin, al crowdfunding per il Bailo. Lavori pubblici: al netto del fatto che i lavori in piazza Santa Maria dei Battuti e in piazza Rinaldi sono tutt’altro che inutili, l’opposizione dimentica che una prima pista ciclabile è stata realizzata a San Giuseppe e che è stato finanziato il progetto dell’importante analogo intervento su via Santa Bona Vecchia. E sono iniziati i lavori per la messa in sicurezza del sottopasso di Sant’Angelo e quelli per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Ricordo poi che la convenzione con Contarina per la raccolta rifiuti in città è stata sottoscritta dall’ultima amministrazione leghista ma la giunta Manildo ha avuto il merito di ricontrattarla ottenendo misure più adeguate alla città». (a.z.)
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