I Nomadi e il motivo di una leggenda

Beppe Carletti, fondatore della band, ne ripercorre 60 anni di successi. Il suo libro con doppio CD in edicola con il Mattino di Padova, la Tribuna di Treviso e la Nuova Venezia

Fabrizio BrancoliFabrizio Brancoli

Venerdì 16 gennaio i Nomadi saranno in concerto, attesissimi, al Gran Teatro Geox di Padova. Un evento che unisce memoria, musica e passione. A fianco del concerto, come un musicista in duetto, c’è un libro. Soldi in tasca non ne ho… ma lassù mi è rimasto Dio è il libro con cui Beppe Carletti, fondatore e anima dei Nomadi, ripercorre la storia di una band leggendaria, un patrimonio collettivo italiano.

L’opera, in esclusiva, è in edicola con il Mattino di Padova, la Tribuna di Treviso e la Nuova Venezia, in un’edizione speciale libro + 2 CD al prezzo promozionale di 14,90 euro, in collaborazione con Azzurra Music. Venerdì, alle 17, Beppe Carletti incontrerà il pubblico al Gran Teatro Geox di Padova per il firmacopie.

Sei decenni di una storia che chiede di essere raccontata, rivissuta, attraversata e soprattutto ascoltata. Tiene il passo delle stagioni, conosce la polvere delle strade e il rumore delle piazze. È la storia dei Nomadi, ed è anche la storia di Beppe Carletti, che oggi la rimette in fila nel libro Soldi in tasca non ne ho… ma lassù mi è rimasto Dio, un titolo che è già dichiarazione di poetica e di vita. E in ballo c’è il sentimento dell’amicizia, puro e intenso, che risuona nelle righe e nelle parole, come una percussione e una melodia.

Un racconto a tappe

Non è un’autobiografia nel senso stretto del termine. È piuttosto un racconto a tappe, ordinato e limpido, che segue il filo cronologico di un’avventura musicale e umana lunga oltre sessant’anni. A guidare la penna è Marco Rettani, che trasforma i ricordi in una narrazione fluida, mai affaticata. Il risultato è una lettura agile, che sta al fianco del lettore.

Tutto comincia nel 1963, in un bar del Mantovano, quando Carletti, per caso, conosce una voce irripetibile. È quella di Augusto Daolio, e da quell’incontro nasce uno dei sodalizi più profondi e duraturi della musica italiana. Il libro racconta gli inizi difficili, le prime serate, l’ascesa lenta e poi improvvisa, i successi, Sanremo, le piazze gremite, ma anche le cadute, l’oblio, i momenti in cui tutto sembra fermarsi. Il cuore del racconto sta nel legame tra i due fondatori, nella costruzione di un’identità che non si è mai piegata alle mode.

Temi, inquietudini, domande

Così i Nomadi attraversano gli anni Sessanta e Settanta portando in musica temi civili, inquietudini collettive, domande scomode. Le collaborazioni con grandi autori, l’impegno, la fedeltà a un’idea di canzone popolare ma mai superficiale diventano una cifra riconoscibile, quasi un marchio morale.

La scomparsa di Augusto Daolio, nel 1992, segna uno spartiacque. Il libro lascia affiorare il dolore con pudore, senza indugiarvi. Da quel momento, Carletti sceglie la strada più difficile: continuare. Non per inerzia, ma per fedeltà ai concerti, al pubblico, a un tragitto che non può essere archiviato. È una ripartenza che negli anni trova nuova forza, nuove energie, fino a riportare i Nomadi al centro di un affetto popolare che non si è mai davvero spento. Ampio spazio è dedicato a Io vagabondo, che è una hit, ma qui vale come codice espressivo, la sintesi di un modo di stare al mondo. Una canzone che diventa metafora permanente. Intorno, scorrono pagine dedicate al lavoro quotidiano, ai chilometri macinati, alla dimensione concreta di una musica fatta prima di tutto dal vivo.

Doppio Cd

A rendere il volume un oggetto particolare contribuiscono anche i due CD allegati, che raccolgono materiale raro e prezioso della produzione solista di Carletti, dalle sperimentazioni degli anni Settanta alle colonne sonore. Un completamento che allarga lo sguardo e restituisce la complessità di un musicista che è stato tastierista e fondatore, ma anche autore, produttore, osservatore attento dei talenti.

Soldi in tasca non ne ho… ma lassù mi è rimasto Dio prescinde da effetti speciali. Come una buona canzone, mette in scena una lunga fedeltà: alla musica, alle persone, a un’idea semplice e ostinata di dignità artistica. Un posto nel mondo da costruire come una casa, giorno dopo giorno, concerto dopo concerto, restando sempre in cammino.

L’evento concerto al Geox

Ore 21.15, biglietti nei circuiti di vendita. Al Geox una notte di vere emozioni

Dal 1963 a oggi la storia dei Nomadi somiglia a un cammino lento e profondo, santi laici e laicissimi che non hanno bisogno di mostrarsi ma semplicemente di esserci. Sessant’anni di musica, di piazze aperte e strade percorse, di tensione continua tra memoria e futuro.

Nel nuovo Live tour la carovana arriva al Gran Teatro Geox di Padova il 16 gennaio (in Veneto c’è anche una successiva tappa a Bassano del Grappa, fissata per il 13 marzo). Un rito che si rinnova per il “popolo Nomade”, una comunità che segue la band come si segue un’idea. La scaletta è importante ma non decisiva.

Questa leggenda nasce dalla terra emiliana, dove Beppe Carletti e Augusto Daolio trovano una voce e una direzione. La balera diventa una scuola di musica dal vivo e un po’ anche di vita. Nomadi è un nome evocativo. Soprattutto è una promessa mantenuta nel tempo. Attraversare epoche e generazioni senza tradire un’identità costruita dal basso, nel dialogo costante con il pubblico, è ciò che ha reso questa storia diversa dalle altre.

A spiegare il senso profondo di questa continuità è lo stesso Carletti, in numerose interviste nel corso degli anni. Con parole come queste: «Caro mio, non c’è nessuna ricetta. Di quelli di un tempo sono rimasto solo io, ma tutti quelli che sono arrivati dopo sapevano dove venivano, nessuno ha cercato di cambiare il nostro modo di essere, che è rimasto sempre lo stesso. La forza dei Nomadi è il repertorio, ma noi anche nella vita siamo quello che cantiamo. Mi hai chiesto qual è la ricetta? Ora ti rispondo: la coerenza. Perché la coerenza si paga ma nel tempo paga. Noi viviamo ancora oggi nei nostri paesi».

È questa coerenza, della quale parla il co-fondatore, ad aver permesso alla band di superare le fratture più dolorose – a partire dalla scomparsa di Daolio, amatissimo e mai dimenticato – senza spegnere la musica.

Sul palco del Geox la formazione attuale terrà insieme radici e nuova energia. Carletti resta il timoniere, affiancato da musicisti che incarnano una continuità sonora e umana: Massimo Vecchi, Cico Falzone, Daniele Campani, Sergio Reggioli e Yuri Cilloni. La scaletta sarà un viaggio tra decenni, con i classici e i brani più amati.

Inizio concerto alle ore 21.15. Biglietti disponibili su Ticketone e Ticketmaster.

Iscrivetevi al firmacopie

Venerdì, poche ore prima del concerto, è previsto un incontro dei fans con Beppe Carletti, per il firmacopie del suo libro. Appuntamento alle 17 al Gran Teatro Geox di Padova. L’incontro è gratuito! Apertura porte alle 16. 30, accesso dall’ingresso principale del Gran Teatro. 

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso