Night, maxi-evasione da 1,5 milioni

Affari d’oro attorno ai pali di lap dance nei locali di quelli che avrebbero essere due circoli culturali dediti ad attività ricreative. La Guardia di Finanza - dopo l’indagine penale per favoreggiamento della prostituzione scattata a carico del «New Queen» di Villorba e della «Sfinge» di San Fior che fanno capo e Ivano e Patrick Bottan, padre e figlio veneziani di 60 e 30 anni – , ha contestato ora oltre 1 milione di euro di incassi mai dichiarati dai responsabili dei locali. Che avrebbero pagato a nero i lavoratori facendo finta fossero soci dei locali.
E non è finita lì: gli accertamenti fiscali scattati a carico della famiglia Bottan potrebbero estendersi anche ai lavoratori a nero, baristi e ballerine i cui redditi verranno passati al setaccio dall’Agenzia delle Entrate.
Ballo, sesso e soldi. L’operazione ha inizio nel 2011. Finanzieri e polizia agirono insieme facendo scattare una serie di denunce a carico dei titolari e di una coppia di stranieri: Marius Balajel, 26 anni romeno e la compagna Dana Victoria Olteanu 22 anni, accusati di essere il procacciatore e la «piazzista» delle giovani straniere che venivano poi messe a lavoro nei «night». I due titolari dei locali hanno patteggiato per il reato di favoreggiamento, ma subito dopo la sentenza del Tribunale di Treviso sul procedimento penale, è scattata la procedura finanziaria.
Cos’è emerso? Che quelle due «associazioni culturali» erano stati il centro di una attività d’affari fiorentissima, in parte alla luce del sole, in massima parte sottobanco. La Guardia di Finanza ha infatti scoperto che il registratore di cassa tracciava solo il 3% dei movimenti di denaro che avvenivano tra divanetti, bancone dei bar ma soprattutto privè «di quelli che erano dei veri e propri night», spiega il capitano della compagnia di Treviso Francesco Calimero, «mentre venivano nascosti al fisco quasi 1 milione e mezzo di incassi nel giro di due anni».
Un esercito di soci, in nero. Scava scava però, le Fiamme gialle hanno capito che buona parte dell’impianto costitutivo dei due circoli gestiti dalla famiglia Bottan (il padre era di fatto il presidente e il figlio – con la madre – figurava come nominativo di riferimento delle società gestrici) era fittizio. Ballerine, baristi, perfino buttafuori risultavano infatti soci dei circoli, più che dipendenti veri e propri. E che di fatto quindi 109 persone presenti nella lista clienti (in massima parte ragazze provenienti dall’Est Europa) «erano in realtà lavoratori in nero, pagati sottobanco con i profitti non dichiarati dei locali», spiega Calimero.
Maxi parcella fiscale. I Bottan sono stati così segnalati al Fisco per evasione fiscale, dovranno pagare le tasse mai versate su tutti quegli incassi non dichiarati, ma vista la lunga lista dei dipendenti nascosta tra le pieghe del registro soci, potrebbero essere chiamati a versare contributi e pagare multe per tutti gli anni di lavoro di ballerine e personale interno. In tutto fino a 500 mila euro di sole sanzioni.
Tasse sulle ballerine. Gli accertamenti fiscali, uniti all’esito delle indagini penali su quanto avveniva alla «Sfinge» e al «New Queen» potrebbero portare però l’Agenzia delle Entrate ad aprire una serie di accertamenti e di richieste di pagamento di tasse mai versate anche nei confronti delle ballerine che si esibivano nei due locali della Marca. «Si procederà nei confronti di chi ha registrato i maggiori incassi da tutta questa attività in nero», spiegano dalla Finanza. Di fatto quindi alcune di loro potrebbero essere chiamate a pagare le tasse . Ma l’attività non è ancora stata avviata. Ad ora, gli unici segnalati al Fisco, sono i Bottan che andranno incontro a una batosta da parte del Fisco.
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