Niente cellulare, la banca nega il bancomat alla cliente: il caso a Spresiano

Spresiano, istituto di credito rifiuta di sostituire la carta, smagnetizzata, a una cliente cieca "perché queste sono le regole" 

SPRESIANO. Niente telefono cellulare, niente bancomat e, di conseguenza, niente prelievi di denaro.

È quello che un settacinquenne si è sentito dire dal funzionario di un istituto di credito di Spresiano dopo che aveva chiesto una tesserina nuova per la moglie, cieca e impossibilitata ad andare di persona in banca perché gravemente malata. Alla richiesta di ulteriori spiegazioni, il funzionario gli ha risposto senza tanti giri di parole: «Queste sono le regole, per una deroga deve discuterne direttamente con il direttore della filiale».

Al settantacinquenne non è restato altro da fare che prendere un appuntamento e, nel frattempo, tornare a casa a mani vuote.

Un atteggiamento che comunque l’ha estremamente indignato e che, spiega, rappresenta una vera e propria discriminazione nei confronti di una persona disabile, in questo caso la moglie. Il fatto è accaduto mercoledì mattina a Spresiano. L’uomo si era accorto che il bancomat della moglie non funzionava più perché si era completamente smagnetizzato. Per questo era andato in banca per chiederne la sostituzione e averne al più presto uno funzionante così da poter tornare ad effettuare prelievi.

«L’ho fatto per conto di mia moglie che è non vedente, di cui ho tutte le deleghe scritte depositate in banca, perché il suo bancomat si è completamente smagnetizzato», ha spiegato il settantacinquenne, «l’impiegato mi dice che per averne uno nuovo mia moglie deve avere un telefonino; rispondo che non l’ha mai avuto perché non è in grado di usarlo. Allora l’impiegato ribadisce: niente telefonino, niente bancomat. Disgustato da tanto spudorato comportamento, decido di andarmene». L’unico modo per aggirare questo ostacolo, gli spiega l’impiegato, è ottenere un appuntamento con il direttore della filiale e avere da lui una deroga. Altrimenti non si può fare assolutamente nulla.

«La cosa più incredibile», aggiunge l’uomo, «è che in precedenza a mia moglie avevano dato il bancomat pur non avendo il telefono cellulare, permettendole di appoggiarsi al mio. Non capisco perché adesso ti costringano ad averne uno». Secondo l’anziano questo episodio «dice che in Italia pur essendoci leggi che vietano la discriminazione diretta ed indiretta nei confronti delle persone con disabilità, garantita dalla Legge numero 67 del primo marzo 2006, si continua ad umiliare i diversamente abili discriminandoli. È evidente che non si può pretendere che mia moglie, non vedente, si obbligata a saper usare e utilizzare un cellulare per avere il bancomat».

 

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