Negozianti: vetrine spente per tre sere
Tre serate di negozi senza luci, venerdì, sabato e domenica. Vetrine spente, dal 15 al 17 novembre, negli esercizi che aderiranno alla protesta di «Rivivere Treviso» e «Treviso Sos» contro il piano anti-smog deciso dalla giunta. I commercianti chiedono di revocare il divieto alle Euro 2, che secondo le due associazioni, ha «fatto crollare l’accesso al centro». Ma Rivivere Treviso e Treviso Sos mettono sul piatto anche altre proposte: park scambiatori con navette, park dedicati ai veicoli euro 0, 1 e 2, altri servizi. Le due associazioni, l’altra sera, hanno riunito a San Parisio 60 commercianti del centro: chi irritato, chi furente. «Dal giorno in cui è entrata in vigore l’ordinanza abbiamo perduto dal 25 al 30% di incassi», è il ritornello di tutti, «non possiamo continuare così fino ad aprile». C’era chi voleva serrate e manifestazioni, è prevalsa la linea morbida: «La giunta ci chiami e ci coinvolga, non si limiti alle sigle istituzionali (Ascom ndr)», spiega Andrea De Polo, presidente di Rivivere «siamo sempre responsabili e costruttivi: ma va dato un segnale forte che esprima il nostro disagio. Siamo qui, con le nostre idee e le soluzioni, dette da chi ha il polso della situazione del centro storico: Grigoletto ci chiami». Gli fa eco Toni Bottegal, leader di «Treviso sos»: «Vogliamo far vedere ai trevigiani come potrebbe diventare la città senza il commercio: scenari che nessuno si augura, ma se la giunta continua così...». Le due associazioni vogliono ora coinvolgere l’Ascom e le altre associazioni.
«Si cominci dai bus più vecchi, dalla caldaie», continua De Polo, «non dalle euro 2». Ma i negozi del centro hanno come clienti i proprietari delle euro 2? «Il provvedimento tiene fuori miglia di perone dal centro, che possono consumare, vedere una vetrina, essere invogliati», risponde De Polo. E se non ci saranno risposte concrete dalla giunta, Rivivere e Treviso sos sono pronte a manifestazioni più clamorose.
Ieri le prime reazioni. «Ognuno fa le scelte che ritiene più efficaci per far capire il proprio disagio», dichiara Guido Pomini, presidente Ascom, «il clamore scatenato dalla nostra nota è stato eccessiva, volevamo solo segnalare l’urgenza di realizzare quanto pensato da tempo con la modalità della concertazione. Vero che ci sono i tavoli aperti, ma su alcuni temi serve un altro metodo. E siamo d’accordo con Manildo, la città ha bisogno di una svolta storica e non è solo dei commercianti: ma se il commercio non c’è più la città muore. Nessuno pretende di fare tutto in 5 giorni, ma servono passaggi precisi e condivisi. E si deve cominciare, perché i tempi stringono. In una partita così difficile siamo al fianco di chi amministra».
Per Treviso, intanto, prende posizione: «Siamo con Manildo, i nostri assessori Gazzola e Michielan lavoreranno sempre per tutte le categorie e per la salute pubblica, a cominciare da anziani e bambini». E Michielan & Co si smarcano da Camolei: «Lavora in totale autonomia rispetto alla nostra lista».
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