Museo di Treviso, i sette punti che non tornano

Abbiamo letto con preoccupazione la delibera del 19 dicembre scorso con la quale il Comune stanzia 1.225.000 euro per lavori di adeguamento del Museo di Santa Caterina. Evitando in questa sede considerazioni sul metodo attraverso cui la sua Amministrazione è arrivata a prendere simile decisione, in contraddizione, crediamo, con quei processi di partecipazione che Lei e tutti noi tanto auspichiamo, le perplessità che restano in noi sono comunque tante, troppe per essere taciute. Vorremmo anzitutto capire quale sia lo scopo e quale sarà il risultato di questi lavori di “adeguamento”, o “manutenzione straordinaria”, del Museo di Santa Caterina. Il timore che dietro a questa dicitura si celino in realtà lavori di adattamento di suddetto museo alle esigenze di una mostra (o di un ciclo di mostre) soltanto, quelle di Linea d'Ombra in concreto - e che in tal caso si tratti non di spese d’investimento sul museo, ma di vere e proprie spese d’allestimento - è notevole. Tralasciamo volutamente ogni considerazione di merito su questo genere di esposizioni e sul loro effettivo valore culturale, per concentrarci invece su problemi reali che riguardano il patrimonio della nostra città.
Perciò vorremmo porLe alcune domande, che crediamo meritino una chiara, solerte e sincera risposta.
1) Quali sono i lavori previsti e come incideranno sul complesso di Santa Caterina? Quali sale verranno disallestite e adibite a sale espositive? Quali e quante opere d’arte (delicate e preziose!) saranno interessate al disallestimento e dove verranno depositate nel frattempo? Quali sale rimarranno riservate all’esposizione delle collezioni permanenti del Museo? I lavori previsti sono quelli realmente necessari per la “manutenzione straordinaria” del Museo, che noi sappiamo essere in effetti urgente? In particolare, i lavori previsti interesseranno anche la sala ipogea, luogo deputato alle esposizioni temporanee, ma vero punto debole del complesso museale a causa dei drammatici problemi d’umidità? Di tali lavori e dei progetti relativi è stata interessata la Sovraintendenza, custode ultimo del patrimonio artistico-culturale pubblico?
2) Come verrà garantita l'attività del Museo Civico di Treviso, luogo e centro di riferimento dell'identità della città? Si è tenuto conto della traiettoria e del percorso del museo, delle sue linee d’indirizzo e di tutte le sue attività artistiche, didattiche e culturali? E degli sforzi e del lavoro delle tante persone, con diversi ruoli e competenze, in esso impegnate? E dell'attuale utenza cittadina?
3) Per quanto riguarda i finanziamenti, perché dai 600.000 euro necessari a coprire i lavori di adeguamento (a fine ottobre così veniva dichiarato) si è passati a 1.225.000 euro? Cosa ha fatto lievitare così tanto la spesa? Quali e quante sono le coperture garantite, comprese quelle dei privati (che per ora sembrano arrivare a 100.000 euro)? Per quanto riguarda la possibilità di accedere al finanziamento regionale previsto dalla DGR Veneto 2047 del 3/11/2013, chi ci garantisce che a fronte di tanta concorrenza tocchi proprio al nostro Comune vincere suddetto bando? Non le sembra un azzardo riporvi assoluto affidamento? Come si ripercuote tale spesa sul complesso del bilancio comunale, in un periodo come questo di enormi tagli e sacrifici per tutti?
4) Il progetto di ristrutturazione e adeguamento della sede è stato steso sulla base di un progetto museografico affiancato da un programma museologico specifico per Santa Caterina, funzionale alla sua valorizzazione? L’attenzione posta sul Museo di Santa Caterina tiene esplicitamente conto anche degli altri beni e musei della città, mirando alla creazione di una rete che sappia armonizzare e valorizzare l'intero nostro patrimonio culturale, compreso quello intangibile? Qualora il progetto fosse limitato a meri accorgimenti tecnici, come pare intuibile dalla delibera approvata, come potremmo sapere con certezza che suddetti lavori non servano principalmente a soddisfare esigenze momentanee e particolari piuttosto che mirare al rilancio del museo? Quali criteri hanno guidato l’affidamento dei progetti per i lavori di adeguamento (senza, ad esempio, passare per un bando che avrebbe potuto aiutare ad attrarre le migliori proposte)? E quali guideranno l’affidamento dell’esecuzione dei lavori?
5) Tutti noi, come sicuramente anche Lei in prima persona, consideriamo il Museo di Santa Caterina un Bene Comune di vitale importanza. È proprio necessario fare suddette mostre in questo museo? Non era possibile individuare un'altra sede espositiva, ad esempio il rinnovato Museo Bailo, progettato per rispondere a tutti i requisiti d’accoglienza, illuminazione e sicurezza che richiede la grande mostra? O la stessa Ca' dei Carraresi? Dopo la mostra/e avremo ancora un "museo" di S. Caterina e una gestione all'altezza del nome o solo locali da riadeguare ad eventi conclusi a spese della cittadinanza?Permettendo ad un’iniziativa privata l’utilizzo di uno spazio pubblico prestigioso, come sarà gestito lo spazio? Chi controllerà e garantirà la struttura, la custodia delle opere delle collezioni permanenti e il funzionamento del museo?
6) Secondo la valutazione Sua e della Giunta, quali saranno i vantaggi che il Comune e la cittadinanza ricaveranno da tutta quest’operazione? E quando invece verrà stipulata la convenzione con Linea d'Ombra? Quando sarà resa pubblica? Quali i vincoli ed i contenuti?
7) Per ultimo, non certo per importanza, quale politica culturale sta portando avanti la Sua amministrazione? Quando una parte così consistente del bilancio comunale sarà spesa per quest’operazione, cosa resterà per migliorare e promuovere l’offerta culturale della nostra città? Non crede che appiattire tale offerta al turismo “mordi e fuggi”, non serva alla lunga agli interessi di nessuno? Non crede, al contrario, che la cultura possa e debba contribuire alla crescita individuale e sociale delle persone, ed a tutti quei valori che stanno alla base del nostro vivere comune?
Nell’attesa di una Sua cortese risposta, cogliamo l’occasione per porgerLe i nostri più distinti saluti.
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