Agitazione alla Rsa Tomitano Boccasin di Motta, i sindacati in Prefettura
Incontro mercoledì 2 settembre dopo la decisione della struttura di esternalizzare un nucleo di operatori. I rappresentanti dei lavoratori: «Così peggiorerà la qualità del servizio»

Lo stato di agitazione rimane aperto, a breve i sindacati solleciteranno un incontro con il presidente della casa di riposo, Renzo Cester, assente al confronto di mercoledì 2 settembre in Prefettura. È stato solo interlocutorio il summit prefettizio fra le tre sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil) e i vertici della casa di riposo (presente il direttore Massimo De Bortoli) Tomitano Boccasin di Motta di Livenza, nuova puntata del caso scoppiato nelle settimane scorse per via della decisione della Rsa di esternalizzare – dal 1º ottobre – un nucleo di operatori, pari a circa 15 oss sul totale di 52 dipendenti della struttura che attualmente ospita 145 residenti.
«Abbiamo manifestato al prefetto la nostra preoccupazione per una esternalizzazione che avrà l'effetto di peggiore la qualità del servizio, considerando che il contratto dei lavoratori in appalto prevede anche una riduzione dell'orario di servizio, passando da 44 ore a 41 e mezza. Senza contare che le modalità contrattuali di una cooperativa non sono le stesse di una Ipab», attacca Mario De Boni, segretario Funzione pubblica Cisl Treviso Belluno.
«Lo stato di agitazione permane, nel verbale sarà precisata la sospensione dell'incontro. Ci saranno altre puntate, solleciteremo un incontro con il presidente della struttura», confermano Roberto Meneghello (Uil) e Luana Sartoretto (Cgil).
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