Morta in palestra a 21 anni, le risposte dall’autopsia. Il dolore degli amici: «Vania era gentile e generosa»
La studentessa ha perso la vita durante una lezione di pilates a Dosson di Casier. La zia: «Era capace di amare se stessa e gli altri»

Sarà effettuato venerdì pomeriggio, al Ca’ Foncello di Treviso, il riscontro diagnostico su Vania Vettorazzo, la studentessa universitaria di 21 anni stroncata da un malore sotto gli occhi della madre mentre faceva pilates alla palestra Bamboo a Dosson di Casier. L’esame, richiesto dai medici e autorizzato dalla famiglia, è un passaggio sanitario previsto in situazioni analoghe senza alcun coinvolgimento di ambiti giudiziari, e servirà, una volta concluso, a consentire la fissazione dei funerali.
A fornire un primo riferimento temporale è il fratello Matteo, che nelle ore scorse si è sbilanciato sui tempi. «Probabilmente i funerali si svolgeranno martedì o mercoledì pomeriggio», spiega, chiarendo il senso della scelta condivisa con la famiglia. «A noi personalmente non cambia nulla, ma se da questo accertamento può arrivare una risposta utile a capire, o magari ad aiutare qualcun altro, allora per noi ha senso».
L’intervento di Benazzi
Sul piano medico interviene Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, che invita a mantenere il quadro su un corretto livello clinico rispetto alle ipotesi emerse nelle ore successive. «La pillola anticoncezionale può potenzialmente dare disturbi alla coagulazione», spiega, «ma si tratta di un rischio noto e minimo. Oggi le linee guida indicano che è sufficiente un’anamnesi corretta, quindi verificare eventuali familiarità o fattori di rischio, e non è obbligatorio prescrivere esami del sangue preventivi».
Benazzi sottolinea come eventi di questo tipo possano manifestarsi in modo improvviso e imprevedibile: «Sono situazioni che compaiono all’improvviso, come un infarto. È una sfortuna drammatica e non sempre si può fare molto». Il direttore generale chiarisce poi l’operato dei soccorritori del 118: «I personale ha agito tempestivamente, tentando la rianimazione per diverso tempo e quando sono intervenuti la situazione era già molto grave». E subito il pensiero è andato alla a Caorle, dove il 18 agosto Matilde Valeri perse la vita a 14 anni sempre per un’embolia polmonare improvvisa.
Il ricordo della zia e dell’amica
Accanto all’attesa per gli esiti del riscontro diagnostico restano il dolore della famiglia e i ricordi di chi ha conosciuto Vania nella quotidianità. La zia Sabrina Castellaro, sorella della mamma Sara, affida il suo pensiero a parole cariche di affetto: «Vania era, ed è, una ragazza dolce e ottimista, capace di amare se stessa e gli altri, sempre pronta a fare nuove esperienze. Cercava di capire le persone per quello che sono; era bella dentro e fuori».
Un modo di essere che si rifletteva anche nell’impegno concreto: «Si è sempre adoperata per il volontariato, perché nella sua anima c’era il desiderio di essere utile agli altri. In famiglia portava gioia e allegria». A questo ricordo si aggiunge quello dell’amica Marta, che con Vania ha condiviso un lungo percorso di volontariato in parrocchia: «Abbiamo svolto entrambe attività con il Grest e successivamente con i gruppi giovani. Era una ragazza gentile, sempre pronta ad aiutare gli altri, molto generosa», racconta, ricordando come siano state animatrici del Grest estivo ed educatrici del gruppo giovani di Azione Cattolica fino allo scorso anno. Parole che restituiscono l’immagine di una giovane profondamente inserita nella vita della comunità, mentre Preganziol resta in attesa di risposte cliniche e si prepara a salutarla nel silenzio.
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