A Montebelluna profanata la tomba del patriarca rom Salkanovic: bara estratta dal loculo

Devastata nel cimitero di Montebelluna la tomba di Muharem Salkanovic. Ignoti hanno distrutto la lastra di marmo e il diaframma in cemento, tentando di estrarre e forzare la bara. I carabinieri indagano per individuare i responsabili e non escludono che il gesto possa essere una vendetta

Enzo Favero
I carabinieri in cimitero
I carabinieri in cimitero

Profanata la tomba di Muharem Salkanovic, il patriarca del numeroso gruppo di famiglie rom che hanno il loro insediamento a Pederiva, in un appezzamento lungo la Feltrina, e deceduto nel gennaio 2021 per Covid all’età di 65 anni.

Sono stati fatti a pezzi nel cimitero di Montebelluna la lastra di marmo che copriva il loculo e il diaframma in cemento, ignoti poi hanno tentato di estrarre la pesante bara dal loculo probabilmente per farla cadere a terra, riuscendo però solo a farla uscire parzialmente perché pesa circa 200 chili.

Hanno tentato pure di aprirla, probabilmente utilizzando un piede di porco, riuscendo solo a danneggiarla in un angolo dove era ben visibile un buco.

Il blitz notturno

Il loculo dove riposa la salma di Muharem Salkanovic si trova nella parte superiore del blocco che guarda verso l’ingresso principale del cimitero di Montebelluna. Sono entrati di notte, scavalcando il muro di cinta, per salire fino al loculo hanno utilizzato la scala di servizio presente in cimitero per chi deve mettere dei fiori nei vasi dei loculi delle file superiori, e lì devono essersi messi all’opera con mazzetta, piede di porco e quant’altro profanando la tomba.

Sembra che il primo ad accorgersi del gesto blasfemo sia stato Giuseppe, il rom che ha la roulotte nel prato a nord del cimitero, entrato lì appena aperto, e la fiorista che ha il chiosco appena a nord del parcheggio. È stato avverito il custode che ha allertato carabinieri, polizia locale e Contarina, la società che gestisce il cimitero, e in breve il piazzale antistante all’ingresso del cimitero si è riempito di macchine dei carabinieri e della polizia locale. Sono stati avvertiti anche i Salkanovic che si sono subito precipitati numerosi in cimitero: urla si sono alzate per la profanazione della tomba.

C’era tanta gente ieri mattina in visita in cimitero per l’avvicinarsi della ricorrenza dell’1 novembre e davanti agli occhi si sono trovati una scena che mai si sarebbero attesi di vedere: per terra c’erano i pezzi della lastra di marmo che chiudeva il loculo e i vestiti che i Salkanovic avevano messo nel loculo, la pesante bara parzialmente estratta dal loculo mentre un tappeto pendeva da quel loculo profanato. I carabinieri della stazione di Montebelluna hanno avviato immediatamente le indagini per risalire agli autori di quella blasfema devastazione.

Le indagini

Hanno passato al setaccio le immagini delle telecamere collocate all’ingresso del cimitero e nei due parcheggi laterali: se i profanatori non hanno raggiunto in macchina il piazzale ma sono arrivati a piedi dai campi e hanno scavalcato il muro di cinta da uno di lati non coperti dalle telecamere, difficilmente ci potranno essere elementi utili alle indagini. Più utili potrebbero essere invece le indicazioni che arrivassero dai Salkanovic.

Opinione tra gli inquirenti è infatti che quella profanazione possa essere stato un messaggio, un avvertimento diretto al ramo familiare di rom insediatosi da decenni a Montebelluna, una vendetta, uno sgarbo inteso a colpire i Salkanovic profanando la tomba del capostipite. E quindi si è puntato un faro su altri gruppi rom che possano aver avuto contrasti con i Salkanovic montebellunesi per via di affari o di denaro e in quest’ottica le indagini potrebbero allargarsi alla zona tra il Veneziano e il Padovano e nel Piemontese.

Per buona parte della giornata più di una ventina di Salkanovic sono rimasti davanti alla tomba profanata del loro patriarca, poi, una volta che gli inquirenti si sono allontanati, la bara è stata rimessa all’interno e i Salkanovic hanno provveduto a mettere altri abiti all’interno del loculo come è nel loro costume e hanno ricoperto il loculo con un telo di nylon in attesa che sia pronta la nuova lastra di marmo col nome e la dedica con cui chiudere nuovamente la tomba.

 

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