Via ai lavori per l’antenna 5G: gli operai arrivano scortati dopo il no dei residenti
L’area prescelta all’interno del parco di via Monte Pallone a Montebelluna è stata recintata, presenti carabinieri e agenti della polizia locale. I residenti hanno cercato inutilmente di contattare il sindaco per fermare l’avvio dei lavori

Sono arrivati scortati da carabinieri e polizia locale, gli operai della Sirti, impresa incaricata da Iliad Italia di innalzare l’antenna 5G nel piccolo parco di via Monte Pallone a Montebelluna, per recintare i 300 metri quadri scarsi di cantiere all’interno del quale occupare 50 metri quadri necessari per installare il ripetitore per telefonini.
Hanno colto di sorpresa i residenti che avevano annunciato proteste e barricate contro quell’antenna, ma quei pochi che erano in casa sono scesi in strada a fare le loro rimostranze. C’erano tre pattuglie in tutto a vigilare che gli operai eseguissero il loro lavoro senza essere ostacolati dai residenti: in un paio di ore l’area è stata recintata.
«Nemmeno fossimo in Val di Susa» commenta amareggiato Vanni Tessari «cosa temevano? Hanno approfittato del giorno in cui la gente riprendeva il lavoro e non era in casa per venire a recintare il cantiere».
I residenti hanno cercato inutilmente di contattare il sindaco per fermare l’avvio dei lavori, autorizzati dal 24 agosto e da terminare entro ottobre, e hanno avuto da ridire con le forze dell’ordine. «Ho detto ai carabinieri» aggiunge Tessari «che erano lì a difendere chi ci faceva del male».
«Alla vigilessa ho detto che sarei andata in bicicletta in centro» aggiunge una anziana «e che era meglio che facesse la scorta a me per stare attenta che non cadessi anziché a chi innalzava quell’antenna 5G».
Evidentemente temevano che dopo le 300 firme raccolte in una petizione e i cartelli contrari al ripetitore sparsi tutto attorno, ci potessero essere incidenti. E così lunedì 31 agosto in via Monte Pallone c’erano carabinieri e agenti della polizia locale.
Ma la sorpresa è riuscita in pieno tanto che non è stato possibile organizzare nulla per cercare di ostacolare l’avvio dei lavori. Ma i residenti non intendono certo fermarsi, perché quell’antenna spiccherà proprio in mezzo ai condomini, nell’unico piccolo parco pubblico presente nella zona.
«Perché non l’hanno prevista sulle Rive di Posmon?» aggiunge un’altra anziana «forse perché non stava bene in mezzo alle ville»? Nel mirino c’è anche il sindaco che non li ha mai incontrati. «Il sindaco poteva riunirci tutti» afferma un’altra residente «lui avrebbe spiegato le sue ragioni e noi le nostre. Invece niente». Temono per la salute e per la perdita di valore delle abitazioni.
«Il percorso seguito non fa una piega dal punto di vista legale e legislativo, ed è nato proprio per evitare la proliferazione selvaggia di antenne sul territorio» replica l’amministrazione comunale «è stato seguito un percorso democratico, partito nel 2020 e concluso nell’aprile 2025 in consiglio comunale col voto favorevole di tutte le forze politiche, non una decisione improvvisa o calata dall’alto. Una delegazione di residenti è stata poi ricevuta in municipio e si è confrontata per un’ora e mezza con i tecnici comunali e il sindaco è stato quasi un’ora al telefono con un cittadino per illustrare nel dettaglio la situazione».
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