Antenna 5G nel parco a Montebelluna: i residenti pronti al ricorso al Tar
Si alza la tensione in via Monte Pallone per l’antenna di Iliad. Sabato 12 settembre i cittadini hanno incontrato l’avvocato Livio Lago e l’ex sindaco Laura Puppato per studiare quali passi intraprendere dopo le proteste risultate inutili

I residenti di via Monte Pallone intendono ricorrere al Tar per far dichiarare illegittima la delibera con cui il Comune di Montebelluna ha individuato nel piano antenne l’area dove si sta installando un ripetitore 5G di Iliad Italia. È l’ulteriore strada che i residenti intendono perseguire per bloccare l’installazione del ripetitore alto più di 30 metri in mezzo alle loro case.
L’incontro
Così sabato 12 settembre hanno incontrato l’avvocato Livio Lago di Bassano e l’ex sindaco Laura Puppato per studiare quali passi intraprendere dopo che inutili sono risultati i cartelli di protesta, le richieste di incontro con il sindaco e le firme in calce ad una petizione.
I lavori stanno procedendo: dopo la recinzione del cantiere eseguita alla presenza di carabinieri e polizia locale nel timore di manifestazioni popolari, la Sirti, impresa incaricata dei lavori, ha posato la platea in cemento e il basamento su cui collocare l’antenna 5G e poi procederà con l’installazione se i residenti non riusciranno a far fermare i lavori col ricorso che proporrà ora il legale. «Di notte c’è addirittura la vigilanza privata nel cantiere» dicono i residenti «chissà cosa temono».
La battaglia
L’elemento su cui si intende far leva col ricorso al Tar è la destinazione urbanistica dell’area di via Monte Pallone, che è sì circondata da condomini e caratterizzata da una elevata densità residenziale, ma la presenza di abitazioni non è un ostacolo, lo può diventare piuttosto la destinazione urbanistica dell’area.
«Dopo la legge del 2003 è un po’ difficile combattere queste operazioni» ha spiegato ai residenti l’avvocato Livio Lago «ma c’è un aspetto sostanziale: il piano degli interventi del Comune di Montebelluna individua questa area come parco giochi e sport e nei regolamenti che i Comuni dovevano adottare in base ad una legge del 2001 è vietata l’installazione di queste strutture in tali aree».
Il nodo
Quindi è la destinazione urbanistica dell’area, il nodo su cui punteranno i residenti per far dichiarare illegittimi gli atti che hanno portato alla concessione ad Iliad Italia di fare erigere lì un’antenna. L’amministrazione potrebbe ovviare cambiando destinazione urbanistica al parco, ma con le elezioni amministrative ormai a ridosso sarebbe una mossa controproducente in termini elettorali. Al fianco dei residenti si è schierata anche l’ex sindaco Laura Puppato che durante il suo mandato, nel 2008, aveva fatto appunto sistemare a parco quell’area.
«Il discorso del parco giochi è quello che salta immediatamente agli occhi» spiega «tra l’altro in un contesto di quartiere dove effettivamente c’è una notevole vicinanza ad immobili ad elevata residenza. È stata una scelta sbagliata e va corretta». Presente sabato alla riunione dei residenti di via Monte Pallone anche Fabio Tesser, delegato territoriale per Montebelluna di Consumerismo, associazione di difesa dei consumatori.
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