In monopattino senza targa scappa e travolge una donna: arrestato a Treviso

Una pattuglia della polizia locale ha notato un 23enne procedere contromano a bordo di un monopattino elettrico, senza casco né targa. All'alt degli agenti il giovane ha accelerato nel tentativo di sottrarsi al controllo 

Un 23enne di origini tunisine è stato arrestato a Treviso dopo un inseguimento iniziato nel pomeriggio di venerdì 11 settembre in strada Terraglio. 

Intorno alle 16.30, una pattuglia della polizia locale ha notato il giovane procedere contromano a bordo di un monopattino elettrico, senza casco né targa.

All'alt degli agenti, anziché fermarsi, il 23enne ha accelerato nel tentativo di sottrarsi al controllo, dando inizio all'inseguimento.

Nel corso della fuga ha raggiunto una velocità superiore ai 25 chilometri orari consentiti per i monopattini. Ha quindi imboccato ad alta velocità un sottopasso pedonale ferroviario e affrontando una curva è caduto, travolgendo una donna che stava passando a piedi, rimasta lievemente ferita.

Dopo la caduta, il 23enne ha tentato di proseguire la fuga a piedi. Raggiunto dagli agenti ha opposto resistenza dando luogo a una colluttazione, al termine della quale è stato bloccato e accompagnato al Comando di polizia locale per gli accertamenti.

Il giovane è stato arrestato con l'ipotesi di reato di resistenza a pubblico ufficiale, inosservanza del provvedimento di allontanamento e fuga all'alt.

«Nel corso dell’udienza di convalida, celebrata nella tarda mattinata di sabato 12 settembre, l’arresto è stato convalidato ed è stato disposto l’obbligo di firma nei confronti del soggetto, già noto per una serie di precedenti, che deve rispondere dei reati di resistenza a pubblico ufficiale, inosservanza del provvedimento di allontanamento e fuga all’alt», evidenzia il comandante della Polizia Locale Patrich Antonello.

«Sono state inoltre elevate le sanzioni amministrative previste per la circolazione con un monopattino non conforme, privo di targa e assicurazione, condotto senza casco e a velocità pericolosa. L’intervento dei nostri operatori è stato provvidenziale per mettere fine alle condotte di questo soggetto».

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