Minacce e insulti su Tik Tok contro lo zio: condannato

Il 25enne si presentava nelle pizzerie del parente a Paese e Susegana per minacciarlo. Dovrà scontare due anni e quattro mesi più un anno di cura in libertà vigilata in una struttura

Marco Filippi

È stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione un 25enne di origine kosovara, residente a Treviso, arrestato nel novembre dell’anno scorso e finito a processo per stalking per aver reso la vita impossibile allo zio e alla sua famiglia, che gestisce due locali a Paese e a Susegana, nell’arco di neanche un mese e mezzo.

Il giovane, una volta espiata la pena, sarà sottoposto a un anno di libertà vigilata in una struttura di cura da individuare.

La perizia

Su questo aspetto, ha pesato il giudizio dello psichiatra trevigiano, il dottor Alberto Kirn, incaricato dal giudice a eseguire una perizia sull’imputato. Le sue conclusioni sono state nette: l’imputato è socialmente pericoloso ma è in grado di partecipare al processo, nonostante la capacità di intendere e volere fosse grandemente scemata. Per quanto riguarda il capitolo risarcimenti, il giudice Alice Dal Molin ha rinviato al tribunale civile l’esatta quantificazione disponendo, però, una provvisionale di 30.000 euro complessivi alle quattro persone, compreso lo zio, che si sono costituite parte civile con l’avvocato Enrico Villanova.

L’imputato, sedicente influencer, era accusato di una serie di reati, in particolare stalking, ma anche diffamazione, tentata estorsione e rapina (reato quest’ultimo da cui è stato assolto). Gli atti persecutori compiuti nell’arco di neanche un mese mezzo sono scaturiti dalla convinzione del 25enne che lo zio e i suoi familiari si fossero impossessati con l’inganno di alcune proprietà della sua famiglia nel paese d’origine in Kosovo.

L’accusa

Il giovane, secondo l’accusa, sarebbe andato più volte, in orario di apertura, nei locali di Paese e Susegana, gestiti dai parenti, per insultarli e minacciarli di morte. Una sequela di atti intimidatori, danneggiamenti e diffamazioni via social, tali da procurare alla famiglia dello zio un costante stato d’ansia e di paura.

Un giorno, nel corso di un blitz nel ristorante di Paese gestito dallo zio, il giovane aveva minacciato di morte i parenti: «Se non state alla larga dalla mia famiglia vi ammazzo tutti», andandosene poi via dopo aver rubato due lattine di birra e un pacchetto di caramelle.

A metà ottobre scorso, il sedicente influencer pubblicò un video diffamatorio su TikTok sostenendo che i piatti offerti dai locali dello zio erano scadenti e di rischiare l’avvelenamento. Pochi giorni più tardi il giovane si sarebbe presentato nei locali di Paese e Susegana per danneggiare sedie, tavoli e gli autoveicoli usati per le consegne dei pasti a domicilio.

A inizio novembre 2025 il giovane si sarebbe reso protagonista di un’altra scenata, presentandosi dai cugini e pretendendo che lo zio si presentasse davanti a lui: «Che venga subito qui, lo ammazzo, dammi i soldi», avrebbe detto. Il lungo elenco di piazzate prosegue fino all’11 novembre quando è scattata nei suoi confronti la misura del carcere.

 

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