Milioni di euro trasportati senza sorveglianza

L’inchiesta partita dalla questura di Treviso sfociò in una sanzione di 35 mila euro
Doro silea Sede vigilanza North est Via Belvedere
Doro silea Sede vigilanza North est Via Belvedere

Milioni di euro prelevati dalla Banca d’Italia e trasportati senza sorveglianza. Documenti ufficiali deliberatamente falsificati per far sparire i carichi eccezionali dai registri di viaggio della società. Queste le accuse, pesantissime, mosse nei confronti di Luigi Compiano e Filippo Silvestri, rispettivamente presidente e consigliere delagato della North East Service, l’istituto di vigilanza del gruppo Compiano che si occupa di trasporto valori. La denuncia era stata presentata in Procura nel febbraio 2012. L’indagine era partita dalla Questura di Treviso. Nel mirino dei poliziotti i «carichi speciali», le «procedure di sicurezza», l’«incolumità dei lavoratori».

Milioni fantasma. Alla North Est Service venivano contestati una serie di trasporto-valori irregolari. Secondo la normativa dettata dalla questura, l’azienda avrebbe dovuto organizzare i suoi viaggi senza mai superare la soglia dei 500 mila euro (limite massimo per viaggi con mezzi non super-corazzati), comunicando il carico all’ufficio di polizia e dichiarando il tragitto. Cosa succedeva? Che entrava in Banca d’italia, caricava nel blindato milioni di euro senza potenziare il sistema di vigilanza, cambiare mezzo e chiedere alla Questura l’assistenza imposta dalla norma per trasporti eccezionali, e partiva alla volta degli istituti di credito per le consegne. In più casi, i furgoni della North Est hanno così viaggiato gonfi di denaro e con soli due agenti di sorveglianza, senza pareti anti taglio. Nella denuncia si chiamano in causa blindati messi in strada con tre, otto, alle volte anche 18 milioni di euro nel vano posteriore e nessuna volante della polizia al seguito.

False dichiarazioni. Ad aggravare la violazione del regolamento di sicurezza e a rendere possibile l’enorme mole di traslochi finanziari era stata, a detta degli investigatori, l’irregolare comunicazione di quanto avveniva nella rete dei vettori. Secondo l’accusa i registri dell’attività giornaliera, quelli che dovevano essere trasmessi alla Questura proprio per permettere il controllo dell’attività o organizzare eventuali interventi di assistenza ai blindati, venivano «confezionati» ah hoc per cancellare i mostruosi superamenti della soglia di sicurezza ma anche l’estensione dei tragitti, alle volte superiori al consentito.

Vigilantes da soli. Irregolare è stata anche la gestione del personale, che avrebbe dovuto essere calibrato in funzione dei trasporti sia per questioni di sicurezza del carico, che per tutela degli stessi vigilantes. A sorvegliare il trasporto valori, ad esempio, due agenti quando invece le disposizioni ne avrebbero previsti tre (uno dentro il furgone); macchine aziendali con piccoli carichi di denaro affidate a un unico dipendente, e non a due come avrebbe voluto la norma.

La lettera al prefetto. Oltre che alla Procura di Treviso, la denuncia è stata inviata anche in prefettura. La questione infatti non era solo penale, mettendo a rischio contante di istituti privati ma anche banconote provenienti dalla Banca d’Italia, e soggiacendo a una normativa di Stato anche per quanto riguarda le violazioni di sicurezza, doveva essere valutata anche dal delegato del Governo sul territorio per valutare la possibilità di una revoca della licenza, perenne o temporanea, ai danni della Nes, così come pare avesse chiesto il questore Carmine Damiano.

La sanzione. L’indagine si concluse con una fidejussione pari a 35 mila euro imposta dalla Prefettura all’azienda di Compiano.

Il precedente. La North East Service finì nei guai già alcuni anni fa. A metterla in crisi non furono solo i rapinatori con il mitra che all’altezza di Conegliano fermarono il blindato e lo svaligiarono di buona parte del carico da 1 milione di euro, ma anche la punizione emessa dalla questura di Treviso che verificò come il mezzo fosse stato inviato in servizio con due agenti e non tre, per di più non tutti attrezzati con giubbotti anti-proiettile. La società riuscì a rimettersi in servizio subito grazie a un ricorso lampo al Tar, ma il titolare non riuscì ad evitare la denuncia per il mancato rispetto delle norme di sicurezza.

Damiano consulente. Andato in pensione all’inizio del 2013, il questore Carmine Damiano assunse una consulenza per la North East Service fino al 15 marzo scorso quando ha assunto la presidenza del gruppo Mantovani dopo la vicenda che portò all’arresto di Pierluigi Baita

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