Miane, massacrato a coltellate nella sua casa

MIANE. Ucciso a coltellate in casa. Ora è caccia all’assassino, fuggito rubando l’auto della vittima, un’Alfa 147 di colore nero. Medhi Chairi, 42 anni, cittadino marocchino, è stato ucciso a coltellate nella sua abitazione a Miane, in via Roma 39. Sul corpo dell’immigrato, operaio e incensurato, sono state trovate varie ferite di arma da taglio alla schiena. L’ipotesi è quella di omicidio: sull’atroce delitto indagano i carabinieri di Treviso.
La morte dell’uomo potrebbe essere avvenuta nella prima mattinata di ieri. A scoprire il cadavere sono stati i vicini di casa nonché proprietari dell’appartamento in cui viveva la vittima, al piano superiore al loro. Gli stessi proprietari, che avevano dato in affitto la casa al marocchino, hanno sentito urla e rumori violenti, forse generati da una lite concitata tra la vittima e un’altra persona, attorno alle 6 del mattino. Il proprietario dell’immobile è andato a controllare, ma ha trovato tutto chiuso: l’assassino probabilmente si era chiuso in casa, con il cadavere ancora caldo. Circa un’ora dopo, attorno alle 7, il locatario è tornato a dare un’occhiata. Drammatica la scena ai suoi occhi: porta della casa aperta, cadavere sul pavimento appena varcato l’ingresso, lago di sangue. L’intera abitazione era a soqquadro. I militari dell’arma hanno informato il magistrato di turno, Barbara Sabattini, che si è recata sul posto, e hanno avviato le indagini. Tra i primi a essere sentiti come testimoni ci sono i vicini di casa e alcuni amici della vittima. Ora è scattata la caccia all’uomo: l’assassino pare sia fuggito con l’auto della vittima, un’Alfa di colore nero.
Movente e dinamica dell’omicidio restano tutti da chiarire. L’unica certezza sono quelle ferite da arma da taglio alla schiena della vittima. Diverse coltellate, secondo gli inquirenti, forse addirittura una decina: due di queste avrebbero raggiunto organi vitali, risultando fatali. L’omicida, secondo alcuni testimoni, potrebbe essere un connazionale della vittima, una persona da lui conosciuta. I carabinieri stanno sentendo quante più persone possibile nel vicinato e all’interno della comunità marocchina della zona. L’assassino potrebbe essere arrivato lì, in quella casa di via Roma, in mattinata. Non è da escludere, però, che possa essere stato ospitato lì per la notte, e che magari possa essere stato lo stesso Medhi Chairi ad andarlo a prendere. Un particolare, questo, che potrebbe spiegare la scelta dell’assassino di fuggire con l’auto della vittima, un’Alfa 147 di colore nero.
La caccia all’uomo è scattata immediatamente, con posti di blocco disseminati a compasso dal luogo dell’omicidio. La speranza è quella di riuscire a bloccare la corsa del fuggitivo prima che riesca ad allontanarsi troppo o a cambiare mezzo di trasporto.
Presto, come detto, per fare ipotesi sul movente. Dalle prime testimonianze raccolte, secondo il comando provinciale dei carabinieri di Treviso, non sarebbe emerso alcunché di «rilevante» al di là dell’ipotesi che si tratti di un connazionale della vittima. Il cadavere sarà sottoposto ad autopsia ore per chiarire la dinamica e il tipo di arma da taglio utilizzata.
Si tratta del secondo omicidio in meno di due mesi nella zona: il 7 marzo scorso un cadavere in avanzato stato di decomposizione e con segni di bruciature è stato scoperto all’interno di una palazzina abbandonata in via Cavallotti, a Conegliano. La vittima è Ion Stanciu, romeno senza fissa dimora. Le indagini, affidate al commissariato di polizia di Conegliano, non hanno ancora dato i frutti sperati: l’assassino non è ancora stato individuato. Delitto efferatissimo anche quello: la vittima è stata prima accoltellata e poi bruciata.
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