Merciai: «Non siamo tenuti a dare informazioni»

TREVISO. Marco Merciai, lei è il rappresentante legale della società Xenia, e il responsabile del centro di accoglienza all’ex caserma Serena.
Può dirci gli estremi della convenzione che avete in atto per la gestione dei profughi all’ex caserma Serena? Ad esempio, pagate un canone per l’utilizzo dell’ex caserma ai confini tra Treviso e Dosson? O avete avuto l’immobile in una sorta di concessione?
«Non posso risponderle. Non sono d’altra parte tenuto a dare queste informazioni, dovete rivolgervi al prefetto».
Le altre associazioni e cooperative che svolgono il vostro servizio hanno la con venzione, regolata dal bando, pubblicata sul sito della prefettura, nel quadro della traparenza di legge. In molti, anche diverse forze politiche, vogliono sapere quanti profughi ci sono attualmente alle ex Serena.
«Non sono tenuto a dare queste informazioni, per precise disposizioni delle prefettura, cui mi attengo scrupolosamente. Ma non credo che sia preminente la questione numerica, quanto quella della qualità del servizio da noi erogato. E posso assicurare che stiamo lavorando 24 ore su 24, per gestire l’accoglienza dei profughi»
Può confermare almeno la scadenza del 31 dicembre 2015, per l’uso della ex struttura militare?
«Anche queste sono informazioni che n on posso fornire. Posso dirle invece che stiamo svolgendo un ottimo lavoro, e che stiamo risolvendo un’emergenza che Treviso si è trovata a fronteggiare. Da questo punto di vista credo che abbiamo saputo fornire una risposta immediata al territorio».
Non crede che sul vostro appalto manchi trasparenza?
«E’ stato fatto tutto in regola, secondo le norme vigenti, con la Prefettura. E se parliamo di trasparenza, ricordo che hanno visitato il centro sindaci, assessori, personalità politiche e anche residenti della case vicine, proprio in questi giorni. È davvero tutto in regola».
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