Maw, passivi per 650mila euro Conte era fra gli amministratori

Il complesso iter della procedura fallimentare, respinte istanze per altri 165 mila L’attuale sindaco era socio: «Ma si vuole arrivare a un’intesa con i creditori»

Seicentocinquantamila euro, o giù di lì. A tanto ammonta lo stato passivo della Maw srl, la società di Villorba – attiva nel settore edile, sede in via Castagnole 20 a Treviso e sede legale a Villorba, in via Roma 158 – fallita nel 2016, Uno dei due amministratori era Mario Conte, allora consigliere e capogruppo della Lega all’opposizione, dal 10 giugno sindaco del capoluogo. I numeri trapelano dalla procedura fallimentare, curata ancora in corso, affidata dalla commercialista Roberta Michieletto, studio in città, e già assessore esterno in passato a Villorba.

PRIVILEGIATI E CHIROGRAFI

I creditori privilegiati lamenterebbero, stando agli atti, 449.346,37 euro di mancati pagamenti, i chirografi 202.783,80. Esclusi invece, e dunque non ammessi allo stato passivo dalla curatrice, altri creditori che pure avevano accampato richieste per ulteriori 165 mila euro. Inizialmente, le istanze dei privilegiati ammontavano a oltre 536 mila euro, quelli dei chirografi a 342 mila euro. Il complesso lavoro di ricostruzione di accertamento ha portato alla fine alla loro non ammissione. Sempre da quanto trapela, emerge che la gran parte dello stato passivo siano debiti della società con agenzia delle Entrate, banche. Poi un gruppo di artigiani, imprese edili e fornitori, e dipendenti che avanzano spettanze mai saldate. L’allungarsi dei tempi dell’iter fallimentare – sono trascorsi 27 mesi dal giorno in cui il tribunale di Treviso ha dichiarato fallita la Maw – fa ritenere che gli amministratori, Maurizio D’Arienzo, residente a Villorba, fondatore di Maw nel 2004, e lo stesso Conte, socio alla pari fino al 2012, quando ha ceduto le sue quote con atto notarile, allo stesso D’Arienzo – stiano in tutti i modi cercando di addivenire a un accordo con il gruppo dei creditori. Anche, forse, per le implicazione politiche e amministrative legate alla presenza in società di Conte. Si dice che un tentativo di mediazione, quest’estate, sia andato a vuoto, perché respinto dai creditori. Altre voci, non confermate, ribadiscono l’assenza di efficaci documentazioni e rendicontazioni contabili sin dal 2011, e anche questo avrebbe allungato i tempi dell’iter. Peraltro, con tutte le possibili implicazioni penali e civili legate alle risultanze dell’esame della stessa curatrice.

«CLIMA SERENO PER UN ACCORDO»

«So che i legali, con l’aiuto dei commercialisti, stanno chiudendo la trattativa, c’è un clima sereno e costruttivo, tutto sarà ricomposto perché è nell’interesse di tutti arrivare a una soluzione positiva», dice il sindaco Conte, «ribadisco di aver ceduto le quote nel 2012 e da allora non mi sono davvero più interessato di quanto facesse la società. E’ solo per un mero errore materiale che sono rimasto amministratore».

Andrea Passerini

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