Seconda maturità a 48 anni per dare l’esempio ai figli: «Nella vita bisogna impegnarsi a tutte le età»

Dario Capozza, trevigiano, lavora come saldatore a Meolo. Ha voluto riprendere il percorso di studi frequentando le serali: «Ho due figli piccoli, Lorenzo e Giorgia. Tengo tanto all’istruzione e ho deciso di rimettermi sui libri per loro»

Mattia Toffoletto
Dario Capozza, maturando per la seconda volta
Dario Capozza, maturando per la seconda volta

La seconda maturità a 48 anni, per dare l’esempio ai figli. Dario Capozza, origini palermitane, da 26 anni in Veneto e dal 2019 a Treviso, lavora come saldatore-carpentiere per una ditta di Meolo.

Nel ’97 si era diplomato perito nautico nel capoluogo siciliano, specialità apparati e impianti marittimi. Diploma finito però in soffitta, perché nella nostra regione c’erano parecchie opportunità come operaio e non nel settore marittimo.

Tanto da prendere presto dimestichezza con il mestiere di saldatore. Tre anni fa la decisione di rimettersi sui libri: le scuole serali e ora la seconda maturità dopo 29 anni. Al Giorgi, indirizzo meccanica artigianale industriale.

«Ho due figli piccoli, Lorenzo e Giorgia. Tengo tanto all’istruzione e ho deciso di rimettermi sui libri per loro. Per dare l’esempio», racconta Dario.

«All’inizio pensavo che tornare a scuola sarebbe stato più difficile, ma in realtà è stato bello ed emozionante, un viaggio nel tempo, gli odori dei quaderni e delle matite mi hanno riportato indietro a quasi 30 anni fa. A quando frequentavo la scuola nell’età giusta. Esperienza meravigliosa, ho legato tantissimo con la classe».

Tre anni impegnativi prima dell’esame: «Sarei potuto partire dal quarto anno, ma ho ritenuto fosse meglio riprendere le materie di base dal terzo», spiega, «avevo dimenticato tutto. Un secondo diploma potrà darmi anche più possibilità di lavoro e crescita lavorativa. Ho potuto approfondire aspetti che tocco con mano nel quotidiano. Al Giorgi, ad esempio, ho imparato cosa sia l’acciaio Inox».

La sua storia si arricchisce di messaggi positivi: «Ho voluto dimostrare ai figli che nella vita bisogna impegnarsi sempre. A tutte le età. Mi sono messo in gioco e, al contempo, nei panni di Lorenzo e Giorgia. Il più grande ha 12 anni e fra due andrà alle superiori».

Il tutto con tanti sacrifici: la mattina il lavoro da carpentiere, la sera in aula fino all’ultima campanella delle 23.35: «Conciliare il lavoro con le lezioni serali non è stato semplice. Hai moglie e due figli piccoli, ma la sera sei a scuola. La moglie deve fare anche il papà e ogni momento libero diventa prezioso per studiare: il pranzo lo passavo ripassando».

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso