Controlli nei locali della Marca, scoperti 40 lavoratori in nero: denunciato un cameriere che percepiva la Naspi

Le verifiche della guardia di finanza di Treviso nei fine settimana tra febbraio e aprile. Il cameriere era impiegato in un ristorante, dovrà restituire 5.500 euro allo Stato

L'operazione della guardia di finanza di Treviso (foto d'archivio)
L'operazione della guardia di finanza di Treviso (foto d'archivio)

Controlli mirati nei fine settimana in ristoranti, bar e attività commerciali. È la strategia messa in campo dalla Guardia di Finanza di Treviso nei mesi di febbraio, marzo e aprile per contrastare il lavoro nero nella Marca. Il bilancio dell'operazione è di 51 lavoratori irregolari, di cui 40 in nero, scoperti su circa 90 attività economiche ispezionate

Nel Coneglianese, i militari hanno scoperto un cameriere che lavorava in un ristorante pur risultando ufficialmente disoccupato. L'uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Treviso per aver incassato illegalmente circa 5.500 euro di Naspi (il sussidio di disoccupazione), e ora dovrà risarcire la cifra allo Stato.

I finanzieri di Castelfranco Veneto hanno inoltre denunciato altri due imprenditori. Il primo, titolare di un salone di barbiere e parrucchiere, impiegava un cittadino marocchino privo di permesso di soggiorno (il cui rimpatrio è al momento sospeso perché l'uomo ha richiesto la protezione internazionale). Il secondo è un ristoratore che faceva lavorare come cameriere un ragazzino di soli 15 anni, che non aveva ancora terminato la scuola dell'obbligo.

Per 15 locali pubblici della provincia è scattata immediatamente la segnalazione all'Ispettorato Territoriale del Lavoro: a causa della gravità delle violazioni riscontrate, per queste attività è stata chiesta la sospensione temporanea dell'esercizio.

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