Manildo: «Sono senza parole» Franchin: «Richieste irricevibili»
«Sono senza parole. Voglio capire quello che è successo. Apprendo in questo momento che Marco Goldin si ritira». Telegrafico ieri sera il sindaco di Treviso Giovanni Manildo. Chi gli sta vicino dice che la telefonata che non avrebbe mai voluto ricevere gli è arrivata mentre era a Rimini per seguire la De’ Longhi. Manildo nega però che Goldin gli avesse già comunicato giovedì che era saltato il banco.
Giovanni Manildo, sul ritorno di Goldin a Treviso, ci ha messo semplicemente la faccia. E forse è stato l’unico a crederci fino alla fine. Oggi terrà una conferenza stampa, Manildo. Mentre Goldin dirà le sue ragioni lunedì nello studio legale Domenichelli, a Padova, in una apposita conferenza stampa che si annuncia al vetriolo.
E che fino a ieri mattina la giunta Manildo fosse ancora (timidamente) convinta che la mostra si facesse lo dimostrava la nota stampa dell’assessore alla cultura Luciano Franchin: se da una parte confermava di fatto che la situazione fosse in stallo proprio per la mega-penale pretesa da Goldin, dall’altra la nota ribadiva la disponibilità del Comune, per l’ennesima volta, a portare avanti il dialogo.
Ecco la nota di Franchin: «Noi siamo pronti a un incontro, non ci tiriamo indietro. È noto a tutti e anche Marco Goldin lo sa bene che la penale che chiede di 3 milioni è per l’ente comunale una richiesta irricevibile. Un contratto è sempre l’esito, purché lo si voglia, di un accordo tra le parti. Accordo che l’amministrazione comunale è pronta a trovare. Comprendiamo le preoccupazioni dell’imprenditore Goldin, ma siamo certi che ogni dubbio potrà essere risolto in un incontro, già da tempo auspicato, tra tutti i soggetti che hanno creduto e credono nel progetto. Sarà l’occasione anche per Goldin di annunciare i contenuti della bella iniziativa tanto attesi dal Comune, dagli imprenditori e dai cittadini. I messaggi, le dichiarazioni del mondo economico, dell’impresa, del turismo e del commercio, arrivati per giorni e giorni anche attraverso la stampa, testimoniano la grande attesa che si è creata in città intorno alla mostra. Rinnoviamo a Goldin l’invito a un fattivo incontro», scriveva ieri mattina Franchin, prima della tempesta, «Nel frattempo i lavori di adeguamento di Santa Caterina procedono e a breve il museo sarà pronto ad ospitare esposizioni di livello internazionale». Goldin a prescindere: «Non c’è solo Marco Goldin», dice Franchin.
Poi, in serata, la mazzata che ha annichilito Manildo, indignato Franchin e (dicono) fatto imprecare l’assessore Paolo Camolei, che si è speso anima e corpo con tutte le associazioni di categoria per i finanziamenti. E c’è chi dice addirittura che, a suo tempo, sia stato Goldin a farsi avanti, con Camolei e Manildo, per tornare a Treviso. Non il contrario. Come è vero che giovedì Goldin si è sì sentito con Manildo ma, così dicono a Ca’ Sugana, non per annunciare l’addio ma «per ribadire le sue condizioni per non lasciare». Appunto: c’erano quei 3 milioni di euro di penale che Marco Goldin improvvisamente pretendeva e che nessuno era in grado di tirare fuori. E così sempre a Ca’ Sugana qualcuno dice: «La verità è che Goldin non la voleva fare fin dall’inizio, questa mostra». (a.z.)
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