Manildo e i consiglieri sul Montello per far squadra

TREVISO. Non un’abbazia, sul modello di Enrico Letta, ma un ritiro un po’ meno impegnativo, sulle pendici del Montello, nel perimetro di un agriturismo. La prima mossa per creare «spogliatoio» nella squadra di maggioranza chiamata a sostenere, per la legislatura appena iniziata, il neoeletto sindaco di Treviso, Giovanni Manildo, è fissata per domenica 23 giugno, a quattro giorni dalla prima seduta del consiglio comunale.
Manildo, che oggi ha tenuto la sua prima conferenza stampa formale nella sala del palazzo municipale in cui, da 19 anni, erano Gian Paolo Gobbo e Giancarlo Gentilini a convocare i giornalisti, ha annunciato la designazione a vicesindaco di Roberto Grigoletto, il segretario provinciale del Pd che ieri per questo ha rassegnato le dimissioni, e l’imminente definizione di una giunta di altri sei assessori composta per metà da esponenti femminili. A questa saranno affiancati alcuni consiglieri con delega su particolari materie (politiche giovanili, politiche dell’integrazione, pari opportunità) ed un esperto esterno, Adriana Vigneri, per le competenze legate all’avvio del processo verso l’area metropolitana del Veneto centrale. Manildo ha anche parlato di un’ottimizzazione della macchina amministrativa, con accorpamenti di assessorati ed uffici tali da far risparmiare alcune centinaia di migliaia di euro l’anno.
Rispetto al modello di città da sviluppare, infine, il sindaco ha aggiunto di voler mutuare alcuni tratti da capoluoghi italiani come «Reggio Emilia, per le politiche di sostenibilità e partecipazione, Genova, per l’attenzione alle energie rinnovabili, e Vicenza, per la concessione di spazi ed orari in cui gli artisti di strada possono liberamente esibirsi senza che questo venga classificato come occupazione di suolo pubblico».
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