Manfio e Cabino, due donne per Scuola e Sociale

Ad Anna Cabino (Sel- sinistre unite) la delega alla scuola; a Liana Manfio (Pd) l’assessorato del welfare e della casa; a Luciano Franchin (Impegno Civile), con la cultura, i referati di turismo e...

Ad Anna Cabino (Sel- sinistre unite) la delega alla scuola; a Liana Manfio (Pd) l’assessorato del welfare e della casa; a Luciano Franchin (Impegno Civile), con la cultura, i referati di turismo e promozione del territorio; a Ofelio Michielan (Per Treviso) sport, benessere della persona e lavori pubblici; a Grigoletto un mandato da vicesindaco senza deleghe.

Sono tutti i tasselli che fra sabato sera e ieri mattina sono andati al loro posto, per completare la giunta. Poi il rompete le righe del sindaco e di molti big, per «staccare».

Nel frattempo però, altre caselle non sono ancora coperte, o si complicano. E’ il caso ad esempio dell’Urbanistica: l’«irruzione» di un super tecnico quale Sergio Lironi, fondatore di Legambiente che piace a Sel, ma ha le referenze del Pd padovano per essere stato il numero uno della pianificazione territoriale sotto Zanonato, (e ha il pregio di essere esterno al panorama trevigiano), ancora non convince tutti.

Ed è il caso del Bilancio, dove la commercialista Alessandra Gazzola – che ha il singolare status di candidata consigliere nella lista «Per Treviso» di Ofelio Michielan, ma ha pure la tessera del Pd – incontra ancora qualche resistenza nella coalizione Treviso Bene Comune. Non a caso circolava ieri il nome di un’altra donna dal curriculum indiscutibile: Maria Rosaria Rizzo, già direttrice generale e segretaria comunale a Paese all’epoca della giunta Mardegan, attualmente dirigente in Prefettura.

C’è chi, fra gli alleati, teme con la Gazzola una posizione di vantaggio per Michielan e la sua Per Treviso, (avrebbe due assessori, se si considera l’appartenenza di lista) o per il Pd se si considera la tessera (a quel punto i Democratici avrebbero 4 assessori su 7). Discorso analogo che altri anime hanno fatto verso Sel, che con Cabino e Lironi avrebbero 2 posti in giunta, pur essendo la lista meno votata fra gli alleti del Pd.

Ma c’è, sia all’interno del Pd che nelle civiche, non ci sta: «Avevano detto niente metodo Cencelli e niente criteri da prima repubblica», commenta un big, «di fronte a curriculum esperienza e competenze, una volta assicurata la pari dignità tra gli alleati , bisogna pensare a lavorare tutti per il bene della città, con uomini preparati e motivati e che si diano totalmente al loro incarico, come giustamente ha ribadito il sindaco. La sfida è più grande delle sigle».

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